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estremamente velenose per la presenza di un glucoside
(dafnina).
191 Foglie lunghe 1.5-2.5(-3.5) cm. Fiori bianchi, formantisi dopo le foglie
Daphne alpina L. subsp. alpina
Nome comune:
dafne alpina.
Morfologia:
piccolo arbusto con
rami contorti; corteccia a chiazze nere irregolari sotto cui
appare uno strato roseo. Foglie caduche, spatolate, pubescenti
almeno da giovani, opache e scure di sopra. Fiori bianco-lattei,
lunghi fino a 12-13 mm, disposti in fascetti di 4-10. Frutto a
drupa, a maturità avvolta dal perianzio.
Areale:
Europa.
Habitat:
ghiaioni, rupi, macereti.
Presenza nel Parco:
rara.
Note:
tutte le parti della pianta sono estremamente velenose per
la presenza di un glucoside (dafnina).
192 Foglie almeno 4 volte più lunghe che larghe
193
192 Foglie meno di 4 volte più lunghe che larghe
201
193 Foglie generalmente più lunghe di 15 cm. Frutto avvolto da un riccio spinoso
Castanea sativa Mill.
Nome comune:
castagno.
Morfologia:
albero caducifoglio alto
fino a 20-25 m, con tronco eretto e massiccio, molto ramificato
e con chioma ampia; corteccia dapprima liscia, poi rugosa e
con profonde fessurazioni a tipico andamento a spirale. Foglie
semplici, alterne, caduche, brevemente picciolate, lunghe 13-20
cm; lamina lanceolata, con margine dentato ed apice
acuminato, verde scura e lucida di sopra, più chiara ed opaca di
sotto. Pianta monoica, con tre tipi di infiorescenze: maschili
(amenti eretti lunghi fino a 20 cm, di colore giallo-chiaro),
femminili (alla base degli amenti maschili, piccole e brevi, con
pochi fiori protetti da un involucro di brattee che diventerà la
cupola) e misti. I frutti sono le note castagne, ossia noci protette
da un involucro marrone lucido, racchiusi in una cupola spinosa
detta ‘riccio’.
Areale:
Europa, Nord Africa, Asia occidentale.
Habitat:
boschi di latifoglie submontani, generalmente su
substrati silicei.
Presenza nel Parco:
comune sui Monti della
Laga, rarissimo altrove.
Note:
il castagno risulta
particolarmente frequente sui suoli acidi dei Monti della Laga.
Su questa montagna, la specie ha rivestito un grosso interesse
economico e sociale. Ha costituito per secoli una risorsa
alimentare strategica per le isolate comunità montane. In questo
comprensorio sono presenti diverse varietà tra le quali le più
diffuse risultano:
rustica, pallante, ‘nzita, ricciara,
marrone
. Tra le varietà note in epoca romana, viene citata nei
testi classici anche la
salariana
, castagna coltivata lungo la via
Salaria, non è da escludere che provenisse proprio dalla vallata
del Tronto. Sui Monti della Laga si rinvengono anche castagni
secolari di dimensioni notevoli tra i quali spicca il ‘Castagno di
Nardò’, patriarca arboreo il cui tronco presenta una
circonferenza di 14 m, l’albero di maggiori dimensioni
nell’Appennino centrale. Castagneti sono stati impiantati anche
sulla catena del Gran Sasso, sui rari affioramenti di arenaria.
Nel territorio aquilano si localizzano anche interessanti esempi