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velenose per l’uomo, sono fonte di cibo invernale per gli uccelli. I
rami sono usati per le decorazioni natalizie e in passato come
amuleti contro gli spiriti maligni e le streghe. Le foglie e la corteccia
hanno azione sedativa e febbrifuga: sembra che abbia preceduto il
chinino dall’America nella medicina popolare. Il Mattioli, grande
naturalista del XVI secolo, scriveva che con le fronde spinose di
Agrifoglio si difendeva la carne salata dai roditori. Oggi è molto
usato a scopo ornamentale, con molte varietà.
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Foglie pelose di sotto. Fiori senza petali. Frutto secco (ghianda)
Quercus ilex L. subsp. ilex
Nome comune:
Leccio.
Morfologia:
Albero sempreverde alto fino a 25 m, con chioma
ampia e densa e tronco massiccio; corteccia dapprima grigia e liscia,
poi scura e screpolata; rami giovani grigio-tomentosi. Foglie lunghe
3-7 cm, semplici, alterne, con picciolo lungo 5-15 mm; lamina ovata
o lanceolata, molto variabile: foglie dei polloni un po’ spinose,
quelle adulte intere, con pagina superiore verde-scura, liscia e lucida,
e pagina inferiore grigio-tomentosa. Specie monoica, con fiori
unisessuali: i maschili in amenti penduli di 4-6 cm, i femminili
riuniti a 3-5 su un peduncolo di 1-2 cm. Il frutto è una ghianda di
colore bruno, affusolata, inserita fino a circa metà nella cupola.
Areale:
Bacino del Mediterraneo.
Habitat:
Macchie, boschi termofili di caducifoglie in stazioni aride.
Presenza nel Parco:
Poco comune.
Note:
Il Leccio ha limitati impieghi artigianali, essendo il suo legno
molto duro e resistente alle alterazioni ma difficile da lavorare e
stagionare. Viene comunque usato per oggetti sottoposti a forti
sollecitazioni e usura, come parti di attrezzi agricoli, pezzi per torchi,
presse e imbarcazioni, ecc. La corteccia è usata per la concia delle
pelli, perché ricca in tannini. Le ghiande sono impiegate
nell’alimentazione dei maiali; un tempo venivano usate anche
dall’uomo, torrefatte, come surrogato del caffè. In Abruzzo il
decotto di corteccia è utilizzato come antidiarroico e per cicatrizzare
le ferite.
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Foglie sempreverdi, coriacee
Pyracantha coccinea M. Roem.
Sinonimi:
Cotoneaster pyracantha
Spach.;
Crataegus pyracantha
Medik.
Nome comune:
Agazzino.
Morfologia:
Arbusto sempreverde alto generalmente fino a 2 m, a
corteccia bruno-rosea, con rami pubescenti da giovani, spinosi
all’apice. Foglie oblanceolate lunghe fino a 4 cm, cuneate alla base,
con margine dentellato verso l’apice, glabre, lucide di sopra. Fiori
bianchi, riuniti in densi corimbi. Frutto a piccolo pomo globoso,
rosso scarlatto o arancione.
Areale:
Bacino del Mediterraneo, Asia Minore. Di dubbio
indigenato in Italia.
Habitat:
Boschi e boscaglie termofile e loro margini, arbusteti,
siepi.
Presenza nel Parco:
Poco comune.
Note:
Varietà coltivate con frutti rosso-vivo vengono comunemente
utilizzate come piante ornamentali.
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Foglie decidue, non coriacee
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Fiori di color giallo vivo. Spine sparse sui rami
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Fiori bianchi, rosa o verdastri. Spine limitate all'apice
dei rami
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Rami zigzaganti. Frutto secco, alato. Foglie isolate, chiaramente alterne