Guida ai macrolicheni epifiti dell'Alto Adige
Juri Nascimbene, Pier Luigi Nimis
Il Trentino-Alto Adige, con più di 1300 specie censite, ha la flora lichenica più ricca d’Italia (Nimis & Martellos, 2008). Questa elevata biodiversità è da ricondurre alla varietà dei substrati, del clima e alla morfologia molto articolata. L’opera più importante sui licheni del Trentino-AltoAdige si deve a Ferdinand Arnold (1828-1901) che esplorò molte località del Sud Tirolo e pubblicò i risultati nella famosa serie ‘Lichenologische Ausflüge in Tyrol’ (1868-1897). I contributi di Arnold e di altri autori, come ad esempio E. Kernstock (Lichenologische Beiträge; 1890-1896) sono riportati nella flora di Dalla Torre & Sarnthein (1902). Nella prima metà del XX secolo P. Bolzon e M.Cengia Sambo pubblicarono molte nuove specie per questa regione (Nimis, 1993). Molte specie interessanti furono in seguito rinvenute da autori tedeschi, come nel caso dell’importante lavoro di Buschardt (1979) sui licheni delle valli Alpine interne, tra cui la val Venosta. Le conoscenze lichenologiche più recenti si riferiscomo soprattutto a aree protette come il Parco Naturale dello Sciliar (Nascimbene, 2008) e quello delle Dolomiti di Sesto (Nascimbene et al., 2006).
I licheni epifiti sono una componente rilevante e ricca di specie degli ecosistemi forestali, che comprende molte specie minacciate d’estinzione (Nascimbene et al. 2013). A seguito della pubblicazione di una prima checklist dei licheni epifiti del'Alto Adige (Nascimbene et al., 2007), nel 2011 è iniziata una ricerca sugli effetti di fattori climatici e gestionali sulla distribuzione dei licheni in questo territorio.
Questa guida mira a facilitare l’avvicinamento di studenti, tecnici e appassionati al riconoscimento dei macrolicheni dell'alto Adige, confidando che possa rivelarsi un utile strumento per lo sviluppo di attività didattiche, tecniche o amatoriali. La guida si limita ai macrolicheni poiché il loro riconoscimento è in genere possibile anche senza l’ausilio di strumentazione specialistica. Per ogni specie si riportano informazioni ecologico-distribuzionali, oltre che le caratteristiche morfo-anatomiche e chimiche che facilitano il riscontro della correttezza dell’identificazione.
La guida è stata preparata nell’ambito del Progetto ‘Biodiversità, biomonitoraggio e conservazione dei licheni epifiti negli ambienti forestali della provincia di Bolzano’ finanziato dalla Ripartizione Diritto allo Studio, Università e Ricerca Scientifica della Provincia Autonoma di Bolzano e condotto dal Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige in collaborazione con il Dip. di Scienze della Vita dell’Università di Trieste e l’Ufficio Pianificazione Forestale della Provincia di Bolzano.
Bibliografia
Buschardt A., 1979. Zur Flechtenflora der inneralpinen Trockentäler unter besonderer Berucksichtigung des Vinschgaus. – Bibl. Lichenol., 10. 419 pp.
Dalla Torre K. W. & Sarnthein L., 1902. Die Flechten (Lichenes) von Tirol, Voralberg und Liechtenstein. Wagner. Innsbruck. 936 pp.
Nascimbene J. 2008. A lichen survey in the western Dolomites: Schlern Nature Park (S Tyrol – NE Italy). Gredleriana, 8: 75-94.
Nascimbene J., Caniglia G., Dalle Vedove M., 2006. Lichen diversity and ecology in five EU habitats of interest of the Sexten Dolomiten Natural Park (S Tyrol – NE Italy). Crypt., Myc., 27(2): 185-193.
Nascimbene J., Caniglia G., Todesco F., 2007. I licheni epifiti dell’Alto Adige (Südtirol). Gredleriana, 7: 31-62.
Nascimbene J., Nimis P.L., Ravera S., 2013. Evaluating the conservation status of epiphytic lichens of Italy: a red list. Plant Biosyst., 147: 898-904.
Nimis P.L., 1993. The Lichens of Italy. An annotated catalogue. - Mus. Reg. Sc. Nat. Torino, 897 pp.
Nimis P.L., Martellos S., 2008: ITALIC - The Information System on Italian Lichens. Version 4.0. University of Trieste, Dept. Biology, IN4.0/1 (http://dbiodbs.univ.trieste.it/