Area di studio

Le falesie di Duino, e in particolare lo spettacolare sentiero dedicato al poeta tedesco Reiner Maria Rilke, che qui compose le famose ‘Duineser Elegien’, non solo sono uno dei siti più visitati del Carso Triestino, ma anche un’area protetta di grande valore naturalistico. La Riserva Naturale Regionale delle Falesie di Duino, istituita con la Legge Regionale 30.09.1996 n. 42 e gestita dal Comune di Duino Aurisina - Občina Devin Nabrežina, comprende un’alta e ripida falesia calcarea, una porzione ristretta dell’altopiano carsico e la fascia di mare antistante per una superficie complessiva di 107 ettari. L’area, posta alla transizione dal dominio biogeografico centroeuropeo a quello mediterraneo, ospita specie vegetali ed animali centroeuropee, illirico-balcaniche e mediterranee, con una biodiversità particolarmente elevata. Le Falesie di Duino sono l’unica stazione dell’endemica Centaurea kartschiana, una pianta che cresce sulla parte delle Falesie più vicina al mare, e le aree circostanti ospitano uno dei rellitti più settentrionali di macchia mediterranea in Europa.
La lista delle specie incluse in questa guida deriva in gran parte dalla banca dati sulla flora del Carso Triestino e Goriziano di L. Poldini: sono incluse tutte le specie spontanee presenti nel sottoquadrante 0247.II.c, che comprende tutta la Riserva e alcune aree contermini (Fig. 1), più una selezione delle specie esotiche legnose più frequentemente coltivate nei parchi e giardini.


Fig. 1: delimitazione dell’area di studio (© OpenStreetMap contributors - CC-BY-SA 2.0).


L’ambiente della Riserva
La Riserva ospita due ambienti principali: le Falesie con pareti rocciose e ghiaioni e la parte pianeggiante sull'altipiano.
I due ambienti si differenziano sia per il clima sia per le condizioni del suolo. La parte della Riserva sull'altopiano è più fredda in quanto è esposta al vento di bora, che soffia da est - nordest. La parte delle Falesie è invece più calda, in quanto è esposta a sud verso il mare e si trova sottovento. Di conseguenza, nei due ambienti troviamo diversi tipi di vegetazione. Sulle Falesie più calde si trova un tipo di vegetazione di tipo mediterraneo, mentre nella zona pianeggiante si trova una pineta di pino nero di origine artificiale con specie della vegetazione illirico - balcanica (proveniente da est), la quale è diffusa sull'intero altopiano del Carso. Il passaggio da un ambiente all'altro avviene lungo il crinale delle Falesie, dove è stato realizzato il sentiero Rilke. Dal sentiero è così possibile osservare entrambi i tipi di vegetazione, il loro incontro e mescolamento. I due ambienti si distinguono anche per il tipo di suolo. La zone delle Falesie  è contraddistinta da  pareti rocciose verticali o inclinate, torrioni rocciosi e ghiaioni. I suoli sono poveri d’acqua e subiscono una forte insolazione estiva. La parte pianeggiante ha invece suoli più evoluti che trattengono più umidità, anche grazie all'azione protettiva delle chiome del pino nero. Di conseguenza si è qui sviluppata una vegetazione boschiva, mentre sulle Falesie si trovano solo pochi lembi di boscaglia alternati ai ghiaioni scarsamente coperti di vegetazione erbacea.

La vegetazione delle Falesie
Sulle Falesie si trova una macchia di tipo mediterraneo dove la specie principale è il leccio, una quercia sempreverde di origine mediterranea. Nella zona della costiera triestina accanto al leccio si trova però anche il carpino nero (Ostrya carpinifolia), una specie caducifoglia termofila di origine illirico - balcanica. Pertanto, questa associazione vegetale viene chiamata bosco a leccio e carpino nero, e comprende sia piante di origine mediterranea che illirico - balcanica. È presente sulla costa adriatico - orientale, dalla Grecia fino al Canale di Leme in Istria. Dal Canale di Leme fino al golfo di Trieste questo tipo di vegetazione manca e ricompare appena sulla costiera triestina, da Grignano, vicino al Castello di Miramare, fino a Duino, dove trova il limite settentrionale. Il bosco a leccio e carpino nero presente tra Grignano e Duino è isolato dal contingente principale di questa vegetazione diffuso sulla costa adriatica orientale ed è considerato un'isola a se stante. Questa si è potuta conservare in questa area a causa delle condizioni climatiche locali favorevoli dovute alla posizione sottovento, all'effetto termoriflettente delle rocce calcaree e all'effetto mitigante del mare.
Le specie di origine mediterranea che troviamo nell'associazione del bosco a leccio e carpino nero della costiera triestina crescono sulle rocce delle Falesie fino al crinale e, a parte qualche singolo leccio, non si diffondono sull'altipiano, dove il clima è troppo rigido. In seguito si menzionano alcune delle specie di piante presenti in questo bosco, quelle considerate le più rappresentative e le più facilmente osservabili in Riserva. La prima specie è il leccio (Quercus ilex) che assume dimensioni anche notevoli. Un altro alberello presente sulle Falesie è la fillirea (Phyllirea latifolia), mentre tra gli arbusti sono presenti il terebinto (Pistacia terebinthus) e la marruca (Paliurus spina-christi). Lungo il sentiero Rilke è facile notare la salsapariglia o edera spinosa (Smilax aspera), una pianta mediterranea rampicante. Tra le specie illirico - balcaniche termofile che vivono in questa associazione vegetale e che oltre sull'altipiano crescono anche sulle Falesie sono, oltre al carpino nero, l'orniello (Fraxinus ornus), l'acero trilobo (Acer monspessulanum) e il ciliegio canino (Prunus mahaleb). Da notare che sulle Falesie, anche molto vicino al mare, crescono alcuni esemplari di pino nero (Pinus nigra).
Accanto ai lembi del bosco a leccio e a carpino nero si trova la vegetazione rupicola, che cresce sulle rupi compatte e sui ghiaioni. Il suolo calcareo è povero d'acqua e di terra e la forte insolazione estiva comporta temperature elevate. Le piante delle rupi e dei ghiaioni hanno sviluppato degli adattamenti che permettono loro di sopravvivere in queste condizioni ecologiche: le foglie sono rivestite di cera oppure sono pelose per proteggersi dalle temperature alte e dalla insolazione. Per conservare l'acqua alcune piante hanno le foglie succulente. Tra queste piante si menziona la salvia (Salvia officinalis), alcune specie succulente di Sedum e la querciola maggiore (Teucrium flavum). Una pianta rupicola che si nota lungo il sentiero Rilke per le sue fioriture estivo - autunnali è la campanula piramidale (Campanula pyramidalis), una specie illirico - balcanica diffusa lungo la costa orientale del mare Adriatico, i cui fusti possono anche superare i 2 metri di altezza.
A questo ambiente di rupi è legata anche la pianta endemica delle Falesie di Duino, la Centaurea kartschiana. Una pianta è endemica quando è spontanea soltanto in una data regione della quale è caratteristica. La Centaurea kartschiana è infatti presente esclusivamente lungo un tratto limitato della costiera triestina. Nella fascia del crinale carsico, dove avviene il passaggio dalla vegetazione di tipo mediterraneo a quello illirico - balcanico, ci sono dei macereti derivanti dalla frantumazione del calcare e delle rocce calcaree compatte in fase di incespugliamento. Questo avviene soprattutto da parte delle specie illiriche tipiche della boscaglia carsica come il carpino nero, l'orniello, lo scotano (Cotinus coggygria) ed il ciliegio canino ed alcune specie mediterranee come il terebinto e la marruca. I macereti della parte del crinale più esposto sono ancora spogli, ma ai bordi vengono colonizzati dal ciliegio canino e da qualche singolo esemplare di pino nero.

Centaurea kartschiana
La Centaurea kartschiana, i cui i nomi in italiano sono fiordaliso del Carso o centaurea fronzuta, è stata descritta per la prima volta proprio nel tratto costiero tra Sistiana e Duino da Giovanni Antonio Scopoli nella Flora Carniolica pubblicata nel 1772. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae, caratterizzata da piccoli fiori riuniti in un capolino. I singoli fiori del capolino sono tubulosi o ligulati a seconda del tipo di corolla; la Centaurea karstchiana possiede solo fiori tubulosi. La pianta è alta fino a 40-50 cm, il fusto è lignificato alla base, eretto e ramificato. I fiori dal colore rosa-viola fioriscono da giugno fino ad agosto. Vive sia nella zona delle rupi vicino al mare esposta agli spruzzi marini, sia nelle fessure delle rupi calcaree più elevate sopra il mare.

La pineta
La parte pianeggiante della Riserva posta fra il crinale delle Falesie e la statale 14 è occupata da un'estesa pineta d'impianto artificiale avvenuto agli inizi del secolo XX. La pineta è costituita soprattutto da pino nero d'Austria (Pinus nigra) e da alcuni esemplari di pino d'Aleppo (Pinus halepensis). La pineta è oggi in fase di maturità ed alcune piante sono già deperienti. Man mano che i pini muoiono, il loro posto è occupato dalle specie arboree locali, soprattutto leccio (Quercus ilex) e orniello (Fraxinus ornus), che nel frattempo hanno potuto insediarsi e svilupparsi proprio grazie alla copertura esercitata dalle chiome dei pini. Si assiste quindi al naturale avvicendamento fra specie introdotte dall'uomo e specie spontanee locali, che era l'obiettivo dei rimboschimenti con conifere realizzati sull'intero Carso.

Animali
Di notevole interesse è anche la fauna della Riserva, per la presenza di ambienti ecologicamente molto diversi, già descritti nel paragrafo sulla vegetazione. I rettili, come le lucertole ed i serpenti, sono preferibilmente presenti nella fascia delle rocce. I mammiferi terrestri, come lo scoiattolo e altri roditori, prediligono la boscaglia e la pineta, mentre i cetacei (mammiferi acquatici) come il tursiope (Tursiops truncatus) o la stenella (Stenella coeruleoalba), sono stati osservati nel mare antistante la Riserva. Gli uccelli sono presenti in tutti gli ambienti della Riserva. Sono state osservate oltre 150 specie, la maggior parte migratorie, che sostano in Riserva per riposarsi e per alimentarsi. Le specie di uccelli sedentari nidificano sulle rocce e nel bosco. La specie più famosa che ha nidificato con successo in Riserva è il falco pellegrino (Falco peregrinus), inserito nella Lista rossa degli animali in pericolo e considerato vulnerabile. Il falco pellegrino ha nidificato sulle Falesie dal 1987 fino alla metà degli anni Novanta. Le Falesie e i macereti sottovento sono l'ambiente ideale per i rettili, che sulle rocce trovano largo spazio per scaldarsi sul sole ma anche tante fessure dove rifugiarsi in caso di necessità. Tra i serpenti sono presenti il saettone (Elaphe longissima), il biacco (Coluber viridiflavus) e la vipera dal corno (Vipera ammodite). Tra le lucertole sono presenti la lucertola muraiola (Podarcis muralis) e la lucertola campestre (Podarcis sicula). Il rettile più comune e anche più facilmente osservabile sulle Falesie è l'algiroide magnifico (Algyroides nigropunctatus), una lucertola di colore bruno scuro con piccole macchie nere. Nel periodo primaverile i maschi hanno il dorso di colore nero, la gola turchese e il ventre arancione. L'algiroide magnifico si nutre di vari invertebrati, soprattutto insetti. Questa specie vive solo sulle coste dell'Adriatico orientale, dalla Grecia nordoccidentale e isole Ioniche fino al fiume Isonzo e al Monte Sabotino sopra Gorizia, limite occidentale del suo areale di distribuzione.
Le calde pareti rocciose sono adatte per la nidificazione di alcune specie di uccelli legate all'ambiente mediterraneo. Tra queste, nidifica sulle Falesie il passero solitario (Monticola solitarius), un uccello dalle dimensioni di un merlo, con il piumaggio di colore azzurro polvere. È osservabile dal ciglione delle Falesie guardando verso il mare. Il canto del maschio è caratteristico e melodico e si fa sentire al mattino presto e al tardo pomeriggio, quando il caldo si attenua. Ci sono altre specie di uccelli che nidificano sulle rocce delle Falesie, ma sono meno facilmente osservabili. Tra questi c'è il codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros) e l'occhiocotto (Sylvia melanocephala), dagli occhi rossi e la testa nera, una specie mediterranea che si trova qui al limite settentrionale del suo areale di distribuzione. Nelle cavità delle rocce nidifica il corvo imperiale (Corvus corax), un uccello di dimensioni più grandi e completamente nero. Nella pineta è presente anche lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), che si ciba dei semi delle pigne del pino nero. È un roditore che si è specializzato  nella vita sugli alberi, diventando un buon arrampicatore e saltatore. Non lo si vede di frequente, siccome preferisce le zone più tranquille all'interno della Riserva, come dimostrano i resti delle pigne con le quali si alimenta.

Il mare
La profondità del mare della costa rocciosa delle Falesie è di alcuni metri. A questa modesta profondità si ha una buona penetrazione della luce solare, il che permette la crescita di molte specie vegetali, sia alghe che piante superiori (le fanerogame), adattatesi alla vita nel mare. Sono presenti molti animali bentonici (che vivono attaccati o legati al fondo marino) come le spugne, le attinie, i molluschi. Ci sono anche molte specie di pesci bentonici, come le colorate bavose (fam. Blennidae), i ghiozzi (fam. Gobiidae), i labridi (fam. Labridae) e lo sciarrano (Serranus scriba). Le zone costiere rocciose sono  abitualmente visitate da pesci buoni nuotatori come le varie specie di sparidi (fam. Sparidae) e dalla spigola (Dicentrarchus labrax). Dal ciglione delle Falesie è possibile osservare sulla superficie del mare alcune specie di uccelli. Tra questi i più comuni sono i gabbiani come il gabbiano reale (Larus cachinnans) e il gabbiano comune (Larus ridibundus). Dall'autunno alla primavera si possono osservare le specie svernanti, come gli svassi, uccelli tuffatori e veloci nuotatori subacquei, tra i quali è frequente lo svasso piccolo (Podiceps nigricollis).

La guida interattiva alla flora
Una delle iniziative promosse dall'Amministrazione Comunale per valorizzare la Riserva è la creazione di uno strumento informatico che permetta ai visitatori di passeggiare all’interno della Riserva, e in particolare sul sentiero Rilke, potendo identificare con facilità piante e fiori tenendo semplicemente in mano un tablet o un telefonino. Questa guida è infatti disponibile in diverse versioni: in rete sul web (con due interfacce, una dicotomica, una a scelta multipla), per CD-Rom, in versione stampabile e in una versione per telefonini di ultima generazione, scaricabile tramite l’applicazione gratuita KeyToNature (per iOS e per Android). Grazie all’approccio innovativo, la guida permetterà a molti di giungere alla ‘vera’ conoscenza della biodiversità, che spesso suscita curiosità, rispetto ed interesse, utilizzando un mezzo efficace e potente per la divulgazione dei pregi ambientali di uno dei più importanti biotopi della Regione. L'iniziativa permette anche la creazione di progetti didattici di particolare interesse per le scuole di ogni ordine e grado.
La guida, che comprende 583 tra specie e sottospecie (incluse alcune delle piante legnose più spesso coltivate nei giardini) è al momento disponibile in italiano (comprensiva di note alle specie) e inglese (senza note alle specie).

GALLERIA FOTOGRAFICA
(Foto di Andrea Moro – CC BY-SA 4.0)