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Chamaedorea elegans Mart.
Famiglia
Arecaceae.
Sinonimi
Collinia elegans Liebm.; Neanthe
elegans (Mart.) O. F. Cook.
Area d'origine
America centrale.
Etimologia
Il termine generico deriva dal greco 'chamái' = per
terra, al suolo e 'dory' = asta, lancia in riferimento alla piccola
taglia e ai fusti sottili e slanciati. Il termine specifico allude
all'aspetto complessivo della pianta e al suo portamento slanciato
ed elegante.
Descrizione
Piccola palma stolonifera, cespugliosa,
con fusti multipli, sottili, alti fino a 3 m, in media 1-1,5 m,
anulati, spesso formanti radici avventizie. Le foglie, disposte in
un ciuffo apicale, sono pennate, con 6-8 paia di segmenti
fogliacei, di colore verde chiaro, i 2 apicali concresciuti e
appiattiti. I fiori, unisessuali su piante distinte (specie dioica),
sono piccoli, di colore giallo chiaro, riuniti in infiorescenze
paniculate, molto ramificate, che si sviluppano tra le foglie, con
assi prima verdi, poi rosso-arancioni alla fruttificazione. I frutti
sono piccole drupe globose, di colore inizialmente rosso-
arancione, nero a maturità.
Periodo di fioritura
Fiorisce in
autunno.
Coltivazione
Piuttosto sensibile al freddo, richiede una
temperatura di 12-18 °C, esposizioni luminose, ma non sole
diretto, e terreno fertile e ben drenato (1 parte di terriccio
organico, 2 di torba, 1 di sabbia grossa). È diffusa una varietà
'bella' di taglia molto piccola e a crescita più lenta. Si moltiplica
per seme in primavera. Esemplari vecchi, ad alto fusto, possono
essere propagati per via vegetativa.
Uso
È una delle palme più
frequentemente coltivate come pianta d'appartamento per le
piccole dimensioni e per il fogliame denso ed elegante, oltre che per la tolleranza alla scarsa illuminazione e
all'aria secca. Se coltivata in ambiente troppo secco è facilmente soggetta a maculature fogliari e all'attacco di
cocciniglie e di ragni rossi.
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Palma con fusto più largo di 5 cm
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Fusto non più largo di 10 cm. Infiorescenza a spiga
Howea forsteriana Becc.
Famiglia
Arecaceae.
Area d'origine
Isola di Lord Howe
(Australia).
Etimologia
Il termine generico deriva dall'Isola di
Lord Howe, dove la pianta cresce spontanea. Il termine specifico
è dedicato a William Forster, senatore del Nuovo Galles del Sud,
in Australia.
Descrizione
Simile a H. belmoreana e con essa
spesso confusa, è una pianta con tronco più robusto, inerme, alto
fino a 20 m nell'area di origine e solo leggermente ingrossato alla
base. Le foglie, disposte in una corona apicale, sono pennate,
lunghe 3-4 m, leggermente arcuate, con segmenti che si dipartono
orizzontalmente dal rachide, di colore verde lucido sulla pagina
superiore, più chiari, leggermente punteggiati e squamosi su
quella inferiore. I fiori, unisessuali su piante monoiche, sono
piccoli, riuniti in infiorescenze ramificate a pannocchia, pendule,
lunghe fino a 1 m, avvolte per tutta la lunghezza da una spata
cartacea. I frutti sono drupe ellittiche, con apice conico, lunghe 3-
4 cm.
Coltivazione
Teme il gelo e la luce diretta. Richiede
esposizioni parzialmente ombreggiate e terreno molto ben
drenato. Si moltiplica per seme, che matura in 2-8 mesi. Si può
anche coltivare all'aperto in parchi e giardini nelle regioni a clima
mite. È una pianta assai resistente alle avversità, teme, tuttavia,
l'aria troppo asciutta e calda, che determina il disseccamento di
tutte le foglie. Se le punte delle foglie sono scure si può rimediare
spruzzandole con acqua poco calcarea. Se si notano insetti scuri
sul fusto e sulle foglie queste vanno trattate con un buon
insetticida. Può essere attaccata dal fungo Graphiola phoenicis
(Moug.) Poit. che provoca la morte precoce delle foglie.
Uso
È la comunissima Kentia i cui giovani esemplari
sono di frequente coltivati in vaso come pianta ornamentale per interni; infatti, poiché cresce bene anche in
condizioni di scarsa illuminazione, si adatta bene in appartamenti, uffici e giardini d'inverno.
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Fusto largo almeno 15 cm. Infiorescenza ramificata
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Tronco massiccio, largo almeno 90 cm
Jubaea spectabilis Kunth.