Page 33 - Belluno

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frutti sono tossici per l’uomo.
Descrizione:
piccolo albero alto fino a
10-15 m, con tronco dritto e scorza liscia e glabra, prima verde a
maturità grigio-nerastra che si desquama arrotolandosi su sé stessa. Ha
foglie persistenti, intere, ovali o ellittiche, coriacee e ondulate; sono di
colore verde scuro e lucide nella pagina superiore, i margini sono interi
nelle foglie dei rami vecchi, spinosi in quelli giovani, ma i due tipi di
foglie possono coesistere sullo stesso individuo. È una pianta dioica
con fiori a calice persistente a 4 lobi, corolla persistente a 4 petali
bianchi concresciuti alla base, spesso orlati di rosso; i fiori maschili
hanno 4 stami, quelli femminili un pistillo con ovario supero
sormontato da 4 stimmi quasi sessili. I frutti sono drupe globose od
ovali di colore rosso vivo contenenti 4 semi.
Etimologia:
il nome
generico ‘ilex’, ricorda la denominazione del leccio (Quercus ilex) per
la somiglianza delle foglie. Il nome specifico deriva dal latino
‘acrifolium’, parola composta da ‘acer’, ‘acuto’ e ‘folium’, ‘foglia’:
foglia acuta.
Parchi:
Arcobaleno.
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Spine limitate ai rami. Fiori rossi
Chaenomeles japonica (Thunb.) Lindl. ex Spach
Origine:
il genere Chaenomeles, affine a Cydonia (melo cotogno) è
originario di Cina, Giappone e Corea.
Usi e curiosità:
è una pianta che
ha trovato uso ornamentale sia in Europa che in Nord America per i
vistosi fiori rossi che appaiono all’inizio della primavera. Viene spesso
usata per fare bonsai. I frutti sono molto astringenti e vengono utilizzati
solo per fare liquori o marmellate. La pianta più comunemente coltivata
da noi è C. x superba, un ibrido tra C. speciosa e C. japonica.
Descrizione:
arbusto alto 1-3 m . Foglie decidue, alterne, semplici, con
margine seghettato e forma ovata, lunghe sino a 5 cm, picciolate. I fiori,
ermafroditi, solitari o a gruppi, sono larghi 3-4,5 cm, con 5 petali liberi
di colore rosso (bianco in alcuni cultivar). I frutti sono dei grossi pomi
allungati di sapore molto aspro. I rami giovani sono spesso provvisti di
spine.
Etimologia:
il nome generico deriva dal greco ‘chainein’ e
‘melon’ e significa ‘frutto che si fende’ (che si divide in due). Il nome
specifico allude ad uno dei luoghi d’origine, il Giappone.
Parchi:
Bologna.
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Foglie a contorno romboidale. Corteccia bianca e papiracea
Betula pendula Roth
Origine:
La betulla è un albero eurosiberiano presente allo stato
spontaneo in tutta l'Italia continentale salvo che in Umbria, Puglia e
Calabria, con optimum nella fascia montana; è più frequente sulle Alpi
che sugli Appennini. È pianta eliofila pioniera di suoli acidi, ove
riconquista pascoli abbandonati.
Usi e curiosità:
il legno può essere
utilizzato per lavori al tornio, per fabbricare zoccoli e per ottenere
cellulosa; è anche un ottimo combustibile. Dalle foglie si può ricavare
un colorante giallo. La linfa che si estrae dal tronco, dopo
fermentazione dà luogo a un liquido alcolico chiamato ‘birra di
betulla’. Può vivere circa un secolo.
Descrizione:
albero caducifoglio
alto fino a 25 m, con scorza sottile, negli esemplari giovani liscia,
bianca, desquamantesi in sottili strisce orizzontali argentate papiracee e
con lunghe lenticelle orizzontali; negli esemplari maturi diventa spessa,
nerastra alla base del tronco ed irregolarmente fessurata. Chioma
leggera di forma ovoide, con rami secondari sottili e penduli. Foglie
semplici, alterne, con picciolo di 2-3 cm, di forma romboidale, lunghe
2-7 cm, con margine doppiamente dentato e denti primari prominenti;
pagina superiore di color verde intenso, l’inferiore più chiara e
ghiandolosa, con ciuffi di peli sulle nervature. Fiori unisessuali riuniti
in amenti: i maschili lunghi 3-6 cm e riuniti in gruppi di 2-3, i
femminili di 1-2 cm e formanti a maturazione delle infruttescenze
cilindriche e pendule. Il frutto è una nucula provvista di due ali
(samara).
Etimologia:
il nome generico deriva o dal gallico ‘boulease’