Introduzione


Questo portale organizza i dati tassonomici, nomenclaturali e distributivi derivanti dalle recenti checklist delle piante vascolari native e aliene italiane (e loro successivi aggiornamenti), con collegamenti a risorse provenienti da altri progetti.
La pubblicazione della checklist della flora vascolare italiana (Conti et al., 2005) è stata la prima opportunità nella quale i componenti del Gruppo di Lavoro per la Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana hanno stabilito un’efficace rete di collaborazioni scientifiche. Nel corso degli anni, questo approccio collaborativo è stato perfezionato e implementato, consentendo di raggiungere importanti obiettivi scientifici riguardanti la flora aliena (Celesti-Grapow et al., 2009, 2010) e quella endemica d’Italia (Peruzzi et al., 2015; Brundu et al., 2017). La sintesi di Conti et al. (2005) ha stimolato una quantità impressionante di studi floristici e sistematici, tanto che - dopo 13 anni - il tempo era maturo per aggiornare le conoscenze tassonomiche e geografiche relative alla flora vascolare italiana.
Nel 2018 sono state pubblicate due liste distinte: una riguardante la flora vascolare autoctona (comprese le entità criptogeniche o dubitativamente autoctone) (Bartolucci et al., 2018a), l’altra i soli taxa alloctoni (archeofite e neofite) (Galasso et al., 2018a).
Entrambe le checklist si sono concluse grazie alla stretta collaborazione di oltre 50 autori, coordinati da Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti dell’Università di Camerino, Gabriele Galasso del Museo di Storia Naturale di Milano e Lorenzo Peruzzi dell’Università di Pisa.
A pochi mesi dalla pubblicazione delle due checklist, grazie al Progetto Dryades dell’Università di Trieste (Nimis & Martellos, 2009; Martellos & Nimis, 2015), i dati nomenclaturali, tassonomici e distributivi delle due checklist e dei loro successivi aggiornamenti (es. Bartolucci et al., 2018b; Galasso et al., 2018b) sono stati organizzati in un database e resi accessibili in rete in questo portale, che include anche collegamenti automatici ad altre risorse del Progetto Dryades e di Acta Plantarum. Il portale verrà aggiornato due volte all’anno e sarà progressivamente arricchito con collegamenti automatici a ulteriori risorse, come database locali e il progetto Wikiplantbase (Bagella et al., 2015; Peruzzi & Bedini, 2015; Barberis & al., 2016; Domina & al., 2016).

I dati

I taxa di rango varietale non sono stati considerati, mentre gli ibridi sono stati considerati soltanto per le specie alloctone.
Lo status di taxon endemico italiano è stato attribuito a quei taxa che sono presenti soltanto in Italia, o in Italia e in Corsica (Francia), o in Italia e Malta.
Per distinguere e classificare i taxa alloctoni, è stato utilizzato il sistema nazionale sviluppato e standardizzato dal gruppo di ricerca che precedentemente ha lavorato su questo argomento:
- casuali: piante alloctone che possono propagarsi occasionalmente al di fuori della coltivazione, ma che di solito scompaiono perché incapaci di formare popolazioni autosufficienti; la loro persistenza si basa su introduzioni ripetute;
- naturalizzate: piante alloctone con popolazioni che si mantengono autonomamente senza un intervento umano diretto;
- invasive: piante alloctone con popolazioni che si mantengono autonomamente senza un intervento umano diretto e producono numerosi individui o propaguli dispersi a distanze considerevoli dagli individui genitori, potendo così diffondersi su vaste aree;
- archeofite: piante alloctone introdotte in Italia prima del 1492;
- neofite: piante alloctone introdotte in Italia dopo il 1492.
I taxa coinvolti nei processi di domesticazione sono stati distinti in due categorie:
- culton (pl. culta): piante distinte dai progenitori selvatici e capaci di conservare la propria individualità tassonomica soltanto in coltivazione; i loro ritrovamenti in natura sono considerati casuali;
- ferale: pianta selvatica originatasi da un culton svincolatosi dalla coltura e di solito tassonomicamente distinto dal progenitore selvatico del culton; può appartenere allo stesso taxon del culton o a un taxon diverso.
I dati distributivi sono forniti per ciascuna delle 20 regioni amministrative italiane (non considerando la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano). Quando mancano le informazioni relative alla distribuzione di una certa sottospecie in una regione, è segnalata soltanto la presenza a livello di specie.
Per ogni regione, lo status di presenza di ciascun taxon è indicato utilizzando le seguenti categorie:
- Presente.
- Di presenza dubbia.
- Noto solo per record storici affidabili.
- Estinto o probabilmente estinto.
- Segnalato per errore.
- Alloctono a livello regionale e/o nazionale (invasivo, casuale, naturalizzato o senza uno status valutato).
- Endemico italiano.
- Criptogenico: taxon dubitativamente autoctono.
- Tassonomicamente dubbio.
- Informazioni mancanti (distribuzione regionale e/o status di esoticità sconosciuti) a livello nazionale.
- Archeofita.
- Neofita.

Collegamenti ad altre risorse

Il portale include anche collegamenti ad altre risorse derivanti da progetti che hanno armonizzato i loro dati tassonomici e nomenclaturali con quelli delle checklist.
I principali collegamenti automatici disponibili in questa versione del portale sono:
1) Immagini di piante, dall’archivio immagini del Progetto Dryades (responsabile: Andrea Moro). Vedi: http://dryades.units.it/cercapiante/index.php
2) Cladogrammi seguendo APG IV (2016), Christenhusz et al. (2011a), Christenhusz et al. (2011b), Ran et al. (2010), Schuettpelz & Pryer (2008) e Smith et al. (2006), dal Progetto Dryades (a cura di Elena Pittao).
3) Thesaurus dei nomi comuni italiani del Progetto Dryades, in gran parte basato su quelli proposti da Pignatti (1982), e soprattutto da Penzig (1924).
4) Collegamenti a risorse create da Acta Plantarum, il principale forum italiano di appassionati di Botanica, tra cui ulteriori immagini, distribuzione altitudinale, forma di crescita ecc.

Bibliografia

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