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presente, con due sottospecie, in Liguria, Toscana, Lazio, Molise, Puglia, Basilicata e Sardegna (da lungo tempo non
più osservata in Campania); la sottospecie nominale in Sardegna viene sostituita dalla subsp.
sardoa
. Nell'area
metropolitana di Roma la specie è rarissima e limitata a un sito archeologico del settore suburbano e a una stazione
urbana. Cresce ai margini e nelle radure dei boschi e nelle siepi, dal livello del mare a 800 m circa, con optimum nella
fascia mediterranea. Fonte dell'alcaloide vincamina, che viene impiegato nell'industria farmaceutica come stimolante
cerebrale e vasodilatatore, contiene anche la vincristina, che la rende tossica. Il nome generico deriva dal latino 'vincire'
(legare), perché i lunghi getti striscianti erano usati per preparare ghirlande; il nome specifico significa 'di aspetto
diverso'. Forma biologica: camefita reptante. Periodo di fioritura: febbraio-aprile.
Vinca major L. subsp. major
- La pervinca maggiore è una specie a distribuzione mediterraneo-asiatica occidentale
introdotta in Europa a scopo ornamentale e spesso inselvatichita, oggi presente in tutte le regioni d'Italia come
avventizia. Nell'area metropolitana di Roma la specie, aliena naturalizzata, è poco comune in tutto il territorio. Cresce
ai margini degli abitati e di strade ombreggiate, negli orli di boschi disturbati, su suoli limoso-argillosi piuttosto freschi
e profondi, ricchi in humus e composti azotati, con optimum nella fascia submediterranea. Fonte dell'alcaloide
vincamina, che viene impiegato nell'industria farmaceutica come stimolante cerebrale e vasodilatatore, contiene anche
la vincristina, che la rende tossica. Il nome generico deriva dal latino 'vincire' (legare), perché i lunghi getti striscianti
erano usati per preparare ghirlande; il nome specifico si riferisce alle dimensioni maggiori rispetto a
V. minor
. Forma
biologica: camefita reptante. Periodo di fioritura: marzo- maggio.
Vinca minor L.
- La pervinca minore è una specie a distribuzione eurasiatico-temperata presente in tutte le regioni
d'Italia salvo che in Sardegna. Nell'area metropolitana di Roma la specie è poco comune, ma presente al di fuori e
all'interno del raccordo anulare. Cresce nel sottobosco e nelle radure di boschi termofili aperti di latifoglie decidue, su
suoli di preferenza limoso-argillosi, freschi, ricchi in composti azotati e in basi, al di sotto della fascia montana
superiore. Fonte dell'alcaloide vincamina, che viene impiegato nell'industria farmaceutica come stimolante cerebrale e
vasodilatatore, contiene anche la vincristina, che la rende tossica. Il nome generico deriva dal latino 'vincire' (legare),
perché i lunghi getti striscianti erano usati per preparare ghirlande; il nome specifico si riferisce alla dimensioni minori
rispetto a
V. major
. Forma biologica: camefita reptante. Periodo di fioritura: febbraio-aprile.
Vincetoxicum hirundinaria Medik. subsp. hirundinaria
- Il vincetossico comune è una specie a vasta distribuzione
eurasiatica presente, con diverse sottospecie, in tutte le regioni d'Italia salvo che in Sicilia. Nell'area metropolitana di
Roma la specie è rarissima e limitata a poche stazioni del settore suburbano. Cresce ai margini dei boschi e nelle siepi,
nelle pietraie e in macereti ombreggiati, su suoli limoso-argillosi ricchi in calcio, aridi d'estate, spesso poveri in humus,
dal livello del mare alla fascia montana. Il nome generico si riferisce alle presunte proprietà come antidoto contro i
veleni, ma la pianta contiene glicosidi ed alcaloidi (vincetossina) ad azione fortemente tossica; il nome specifico fa
riferimento alla radice a forma di coda di rondine. Forma biologica: emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: maggio-
agosto.
Viola alba Besser s.l.
- La violetta bianca è una specie dell'Europa meridionale presente in tutte le regioni d'Italia.
Nell'area metropolitana di Roma la specie è comune, ma più frequente al di fuori del raccordo anulare. È una delle
prime piante a fiorire alla fine dell'inverno, ai margini di boschetti disturbati, nei robinieti, in boschi luminosi, nelle
radure, su suoli argillosi piuttosto freschi, ricchi in calcio e composti azotati, dal livello del mare alla fascia montana
inferiore. Il nome generico, già in uso presso i Romani per designare sia la pianta che il colore dei fiori, deriva da una
radice indoeuropea che significa 'intrecciare', 'flessibile', 'sinuoso', forse per i lunghi rizomi di molte specie; il nome
specifico deriva dal latino 'albus' (bianco), in riferimento alla frequente presenza di individui con fiori bianchi. Forma
biologica: emicriptofita rosulata. Periodo di fioritura: febbraio-aprile.
Viola arvensis Murray s.l.
- La violetta dei campi è una pianta annua di origine mediterranea oggi divenuta
subcosmopolita nelle zone temperate, presente, con due sottospecie, in tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana
di Roma la specie è poco comune in tutto il territorio. Cresce in coltivi, orti, vigneti, oliveti, margini di strade, su suoli
sabbioso-argillosi, da freschi a subaridi, ricchi in composti azotati, da neutri a subacidi, dal livello del mare alla fascia
montana. Il nome generico, già in uso presso i Romani per designare sia la pianta che il colore dei fiori, deriva da una
radice indoeuropea che significa 'intrecciato', 'flessibile', 'sinuoso', forse per i lunghi rizomi di molte specie; il nome
specifico in latino significa 'dei campi arati'. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: aprile-luglio.
Viola kitaibeliana Schult.
- La viola di Kitaibel è una pianta annua di origine mediterranea con irradiazioni in Europa
Centrale sino all'Inghilterra, segnalata per molte regioni d'Italia, dalle vallate alpine alla Sicilia. Nell'area metropolitana
di Roma la specie è rarissima e limitata a due stazioni, una periferica urbana e una suburbana orientale. Cresce su suoli
argilloso sabbiosi, aridi d'estate, ricchi in basi e nutrienti ma poveri in calcio, in genere in stazioni calde; sembra legata
alle colture cerealicole, ma appare anche in prati aridi a cotica discontinua, con optimum nella fascia submediterranea.
Il nome generico, già in uso presso i Romani per designare sia la pianta che il colore dei fiori di alcune specie, deriva da
una radice indoeuropea che significa 'intrecciato', 'flessibile', 'sinuoso', forse per i lunghi rizomi di molte specie; la
specie è dedicata a P. Kitaibel (1757-1817), professore di botanica a Pést, co-autore di un'importante flora ungherese.
Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: marzo-aprile.
Viola odorata L.
- La violetta odorosa, o viola mammola, è una specie a distribuzione eurimediterranea presente in
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