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Avellinia festucoides (Link) Valdés & H. Scholz
- L'avellinia è una pianta annua a distribuzione stenomediterranea
presente in tutte le regioni d'Italia salvo che in Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia e Trentino-Alto Adige (da lungo
tempo non più osservata in Liguria). Nell'area metropolitana di Roma la specie si concentra lungo il litorale. Cresce su
suoli sabbiosi, di solito presso il mare, più raramente anche all'interno sino a 300 m circa. Il genere è dedicato a Giulio
Avellino, naturalista napoletano del XIX secolo; il nome specifico allude ad una vaga somiglianza con piante del
genere
Festuca
. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: aprile-giugno.
Avena barbata Pott ex Link subsp. barbata
- L'avena barbata è una pianta annua a distribuzione eurimediterraneo-
turanica presente in tutte le regioni d'Italia salvo che in Valle d'Aosta, ma più frequente a sud del Po. Nell'area
metropolitana di Roma la specie è diffusa e comunissima quasi ovunque negli incolti, dalle periferie al centro storico.
Cresce in luoghi aridi sterili, ruderalizzati, lungo le vie, su scarpate, in orti e coltivi, ai margini degli abitati, al di sotto
della fascia montana. Il nome generico, lo stesso usato dai Romani, forse deriva dal sanscrito 'avasa' (nutrimento,
foraggio); il nome specifico si riferisce alle due setole presenti sulla glumetta. Forma biologica: terofita scaposa.
Periodo di fioritura: aprile-giugno.
Avena fatua L. subsp. fatua
- L'avena selvatica è una pianta annua a vasta distribuzione eurasiatica presente in tutte le
regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è rara, anche se spesso segnalata per confusione con altre
specie del genere, negli incolti e ai margini delle strade. Cresce in incolti, prati-pascolo, campi di cereali, siepi e
ambienti ruderali, dal livello del mare alla fascia montana inferiore. Rappresenta probabilmente uno dei progenitori
dell'avena coltivata. Il nome generico, lo stesso usato dai Romani, forse deriva dal sanscrito 'avasa' (nutrimento,
foraggio); il nome specifico allude al breve ciclo vitale della pianta. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di
fioritura: aprile-giugno.
Avena sativa L. s.l.
- L'avena comune deriva da diverse specie selvatiche diffuse come piante infestanti delle colture di
grano e orzo nella Mezzaluna Fertile (la regione estesa da Israele all'Iran occidentale), quali
A. sterilis
,
A. fatua
e
A.
byzantina
. La coltivazione risale ad almeno 3000 anni fa, ed oggi si coltivano circa 15 milioni di ettari di avena con una
produzione di quasi 26 milioni di tonnellate di granella: l'avena è al 7° posto nella graduatoria dei cereali, ma con una
generale tendenza alla diminuzione: in Italia la superficie è scesa da 500.000 ettari nel 1948 a circa 150.000 ettari. La
generale regressione dell'avena in Italia e nel mondo è dovuta alla diminuzione degli allevamenti equini, alla minor
produttività dell'avena in Unità Foraggere rispetto all'orzo, ai limiti d'impiego dell'avena nei mangimi bilanciati causati
dall'alto contenuto di cellulosa della granella (che è abbondantemente vestita). L'avena comune non è nota allo stato
selvatico, anche se a volte è presente allo stato subspontaneo in ambienti ruderali sfuggendo alle coltivazioni. Nell'area
metropolitana di Roma la specie è frequentemente coltivata come foraggio e molto comune come naturalizzata.
L'avena, oltre che cereale la cui granella è la 'biada' per eccellenza, viene consumata anche dall'uomo: le cariossidi
contengono antiossidanti che impediscono ai cibi grassi di irrancidire; per questa proprietà, l'avena viene generalmente
usata come additivo di diversi cibi e nella produzione delle carte in cui si avvolgono gli alimenti. Uno dei principali
prodotti industriali è il furfurolo, una sostanza derivata dal tegumento della cariosside, utilizzata come solvente in
alcuni processi di raffinazione industriale. Inoltre, l'avena viene impiegata in distilleria per la produzione del whisky. Il
nome generico, lo stesso usato dai Romani, forse deriva dal sanscrito 'avasa' (nutrimento, foraggio); il nome specifico
significa 'coltivata'. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: maggio-giugno.
Avena sterilis L. s.l.
- L'avena maggiore, uno dei progenitori dell'avena coltivata, è una pianta annua a distribuzione
eurimediterraneo-turanica presente, con diverse sottospecie, in tutte le regioni d'Italia salvo che in Valle d'Aosta.
Nell'area metropolitana di Roma la specie è molto diffusa e comune quasi ovunque negli incolti, dalle periferie al
centro storico. Cresce in luoghi aridi sterili, ruderalizzati, lungo le vie, su scarpate, in orti e coltivi, ai margini degli
abitati, anche nei campi di cereali, al di sotto della fascia montana superiore, con ecologia simile a quella di
A. barbata
.
Il nome generico, lo stesso usato dai Romani, forse deriva dal sanscrito 'avasa' (nutrimento, foraggio). Forma biologica:
terofita scaposa. Periodo di fioritura: aprile-giugno.
Azolla filiculoides Lam.
- L'azolla maggiore è una specie originaria delle zone tropicali del continente americano
ormai divenuta subcosmopolita e presente come avventizia in molte regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la
specie è rara e localizzata in alcune aree umide all'esterno del raccordo anulare. Cresce sulla superficie di acque
stagnanti o a scorrimento molto lento, sopportando bene anche una relativamente forte eutrofizzazione. La pianta ospita
in una cavità basale della fronda un cianobatterio simbionte,
Anabaena azollae
in grado di fissare l'azoto atmosferico
rendendolo disponibile alla pianta. Per qusto motivo le specie di questo genere hanno uno sviluppo molto rapido e
divengono spesso infestanti. Il nome generico deriva dal greco 'azo' (seccare) e 'ollyo' (rovinare) per il fatto che non
sopravvive se tolta dall'acqua; il nome specifico, dal diminutivo latino di 'filix' (felce) e dal greco 'eidos' (apparenza), si
riferisce alla somiglianza con una piccola felce. Forma biologica: idrofita natante. Periodo di sporificazione: luglio-
settembre.
Baldellia ranunculoides (L.) Parl.
- La mestolaccia minore è una specie a distribuzione eurimediterraneo-atlantica
presente in molte regioni d'Italia, ma in forte regresso e in alcune regioni, come il Piemonte, ormai estinta. Nell'area
metropolitana di Roma la specie è molto rara e localizzata in alcune aree umide del litorale. Cresce in fossi, paludi,
canneti radi, in acque dolci poco profonde, dal livello del mare a 200 m circa; la specie è quasi ovunque divenuta molto
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