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con il latino 'fórdeum' e con il greco 'phorbé' (foraggio); quello specifico, dal latino 'mus, muris' (topo) significa 'dei
topi'. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: aprile-ottobre.
Hordeum vulgare L.
- L'orzo coltivato è una pianta annua derivante dall'antichissima domesticazione dell'antenato
selvatico, che è abbondante in habitat disturbati, ai bordi delle strade, nei frutteti e nelle praterie aride della Mezzaluna
Fertile dell'Asia occidentale e dell'Africa nordorientale. Al di fuori di questa regione, l'orzo selvatico è meno comune e
solitamente si trova esclusivamente in habitat disturbati; un recente studio ha aggiunto il Tibet come ulteriore centro di
domesticazione dell'orzo coltivato. Nell'area metropolitana di Roma la specie è coltivata e compare occasionalmente
alla stato subspontaneo. Si tratta con molta probabilità del cereale che per primo fu coltivato dall'uomo: le
testimonianze più antiche risalgono al 10.500 a.C., nel Neolitico. Sicuramente l'orzo era coltivato in Mesopotamia nel
7.000 a.C. mentre nel 5000 a.C. era già diffuso in Europa centrale e in Egitto, dove già nel 3000 a.C. avveniva la
trasformazione in birra. Intorno al 1000 a.C. aveva raggiunto la Corea. L'orzo selvatico lascia cadere le cariossidi dalla
spiga a maturità, mentre quello coltivato le trattiene sulla spiga, rendendone molto più facile la raccolta, una
caratteristica che è causata da una singola mutazione. Nell'orzo le spighette sono disposti in terzine che si alternano
lungo il rachide: in quello selvatico solo la spighetta centrale è fertile, mentre le altre due sono sterili. Questa
condizione viene mantenuta in alcune cultivar. Nelle classificazioni tradizionali, queste differenze morfologiche hanno
portato alla descrizione di diverse forme di orzo come specie diverse, anche se oggi si tende a considerarle tutte come
forme o varietà della stessa specie. In base dati del 2007, l'orzo risultava quarto tra tutti i cereali sia in termini di
quantità prodotta che di ettari coltivati. In Italia l'orzo occupa una superficie coltivata di circa 360.000 ettari, con una
produzione di 1,4 milioni di tonnellate. L'attuale tendenza al livellamento dei prezzi e la forte richiesta stimolano
l'espansione di questo cereale minore, soprattutto in sostituzione del frumento in molte zone marginali o in condizioni
poco favorevoli dove l'orzo consente di conseguire rese superiori e più costanti del frumento. Usi importanti includono
l'utilizzo come foraggio per gli animali, come fonte di materiale fermentabile per la birra e alcune bevande distillate, e
come componente di vari alimenti come il pane d'orzo, che nell'Europa medievale assieme a quello di segale era il cibo
dei contadini, mentre quello prodotto dal grano veniva consumato dalle classi superiori. L'orzo è anche usato in zuppe e
stufati, ed è la base per la preparazione del malto usato in panificazione. Oggi esistono numerosissime cultivar di orzo
coltivato, con caratteristiche diverse a seconda dell'uso per cui viene prodotto. Il nome del genere, già in uso presso i
Romani, è assonante con il latino 'fórdeum' e con il greco 'phorbé' (foraggio); il nome specifico significa 'comune'.
Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: giugno-luglio.
Hornungia petraea (L.) Rchb. subsp. petraea
- L'iberidella rupina è una pianta annua a distribuzione
eurimediterranea presente in tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è rarissima e presente in
una sola stazione del settore costiero. Cresce in vegetazioni aperte su suoli calcarei primitivi e ghiaiosi, poveri in
humus, aridi d'estate, dal livello del mare ai 1900 m circa. Il genere è dedicato al farmacista tedesco Ernst Gottfried
Hornung (1795-1862); il nome specifico fa riferimento agli habitat pietrosi. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo
di fioritura: febbraio-maggio.
Humulus lupulus L.
- Il luppolo è una specie a distribuzione eurasiatico-nordamericana presente in tutte le regioni
d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è poco comune in tutto il territorio. Originario di boschi alluvionali
periodicamente inondati, si è trasferito in siti ruderali su suoli limoso-argillosi freschi e piuttosto profondi, ricchi in
composti azotati, dal livello del mare a 1200 m circa. I fiori, sia femminili che maschili, sono utilizzati nel processo
della produzione della birra, a cui il luppolo conferisce il tipico aroma. I getti giovani vengono utilizzati come gli
asparagi per condire risotti e frittate. Il nome generico deriva da quello altogermanico della pianta (Humel), utilizzata
per la produzione della birra; quello specifico è di significato incerto. Forma biologica: fanerofita lianosa. Periodo di
fioritura: maggio-agosto.
Hyacinthus orientalis L.
- Il giacinto ornamentale è una specie originaria dell'Asia sudoccidentale (dalla Turchia a
Israele), introdotta in Europa a scopo ornamentale e per la preparazione di profumi nel XVI secolo e oggi ampiamente
coltivata in centinaia di cultivar. Nell'area metropolitana di Roma la specie è coltivata e molto raramente sfugge a
coltura. A volte appare allo stato subspontaneo, soprattutto in luoghi disturbati presso gli abitati, al di sotto della fascia
montana. La pianta contiene diversi alcaloidi ed è tossica, il bulbo è velenoso. Il nome generico è dedicato a Giacinto,
personaggio della mitologia greca trasformato in un fiore alla sua morte; il nome specifico allude alla distribuzione
orientale rispetto all'Europa. Forma biologica: geofita bulbosa. Periodo di fioritura: variabile a seconda delle cultivar.
Hydrocharis morsus-ranae L.
- Il morso di rana è una specie a vasta distribuzione eurasiatico-temperata presente in
tutte le regioni dell'Italia centro-settentrionale, ma in generale regresso a causa dell'eutrofizzazione delle acque.
Nell'area metropolitana di Roma la specie è rarissima e limitata al settore interno al raccordo anulare; la sua presenza
attuale è da confermare. Cresce in acque calme, fossi e paludi con acque stagnanti meso-eutrofiche, non o poco
inquinate, dal livello del mare a circa 500 m. Il nome generico deriva dal greco 'hydor' (acqua) e 'charis' (gioia,
ornamento), quello specifico probabilmente si riferisce alla credenza che le rane si nutrissero di tale pianta. Forma
biologica: idrofita radicante. Periodo di fioritura: luglio-settembre.
Hymenocarpos circinnatus (L.) Savi
- La cornicina è una specie a distribuzione strettamente mediterranea presente in
tutte le regioni dell'Italia centrale, meridionale e insulare salvo che nelle Marche e in Abruzzo (da lungo tempo non più
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