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originariamente mediterraneo-caucasica, di antica introduzione ai margini settentrionali dell'areale (archeofita),
presente in tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è rarissima e limitata alla sola fascia
interna al raccordo anulare. Cresce in vegetazioni ruderali, nelle colture sarchiate, lungo le strade, presso le discariche,
su suoli argilloso-limosi per lo più carbonatici, abbastanza freschi e ricchi in composti azotati, al di sotto della fascia
montana. Le foglie giovani erano spesso consumate crude in insalata o bollite; le siliquette immature venivano usate
come spezia per il sapore piccante. Il nome generico deriva dal greco 'lepidion' (piccola squama), per la forma dei frutti;
il nome specifico si riferisce all'habitat. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: aprile-agosto.
Lepidium coronopus (L.) Al-Shehbaz
- La lappolina gramignola, o zampa di gallo, è una pianta annua dell'Europa
meridionale presente in tutte le regioni d'Italia salvo che in Valle d'Aosta (segnalata erroneamente in Trentino-Alto
Adige e Calabria). Nell'area metropolitana di Roma la specie è rarissima. Cresce in vegetazioni ruderali soggette a
calpestio, su marciapiedi, ai margini delle strade, in piazze lastricate, su suoli da primitivi a limoso-argillosi e piuttosto
umiferi e freschi, ricchi in composti azotati, dal livello del mare a 1000 m circa. Le foglie sono commestibili sia crude
sia cotte. Il nome generico deriva dal greco 'lepidion' (piccola squama), per la forma dei frutti; il nome della specie
significa 'zampa di cornacchia', in riferimento alla forma delle foglie. Forma biologica: terofita reptante. Periodo di
fioritura: marzo-giugno.
Lepidium didymum L.
- La lappolina americana è una pianta annua di origine nordamericana oggi divenuta
subcosmopolita, introdotta in Italia verso la fine del XVIII secolo e oggi presente come avventizia in quasi tutte le
regioni (non è ancora stata trovata in Molise). Nell'area metropolitana di Roma la specie, aliena naturalizzata, è
piuttosto rara con distribuzione limitata alla fascia interna al raccordo anulare. Cresce in vegetazioni ruderali soggette a
calpestio, su marciapiedi, ai margini delle strade, in piazze lastricate, su suoli da primitivi a limoso-argillosi e piuttosto
umiferi e freschi, ricchi in composti azotati, dal livello del mare alla fascia montana inferiore. Il nome generico deriva
dal greco 'lepidion' (piccola squama), per la forma dei frutti; il nome specifico, dal greco 'dídymos' (doppio, gemello) si
riferisce alla caratteristica forma delle siliquette. Forma biologica: terofita reptante. Periodo di fioritura: marzo-giugno.
Syn.:
Coronopus didymus
(L.) Sm.
Lepidium draba L. subsp. draba
- La lattona è una specie a distribuzione eurimediterranea presente in tutte le regioni
d'Italia (avventizia in Valle d'Aosta). Nell'area metropolitana di Roma la specie è comune nella zona centrale più
urbanizzata, mentre è piuttosto rara nel settore esterno al raccordo anulare. Cresce in vegetazioni ruderali, ai margini
degli abitati, lungo le vie, nelle scarpate, nei vigneti, dal livello del mare a 1000 m circa (raramente più in alto). Le
foglie giovani sono commestibili; i semi molto piccanti venivano un tempo usati come sostituto del pepe. Il nome
generico deriva dal greco 'lepidion' (piccola squama), per la forma dei frutti. Forma biologica: geofita rizomatosa/
emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: maggio-luglio. Syn.:
Cardaria draba
(L.) Desv.
Lepidium graminifolium L. subsp. graminifolium
- Il lepidio graminifoglio è una specie a distribuzione
originariamente eurimediterranea oggi divenuta subcosmopolita, presente in tutte le regioni d'Italia. Nell'area
metropolitana di Roma la specie è comunissima dentro il raccordo anulare, mentre è assai meno diffusa nella fascia
periferica. Cresce in vegetazioni ruderali di siti caldo-aridi, lungo le strade, presso discariche e stazioni ferroviarie, su
suoli da pietrosi a sabbiosi, talvolta poveri in calcio, poco umiferi ma ricchi in composti azotati, dal livello del mare a
600 m circa. Il nome generico deriva dal greco 'lepidion' (piccola squama), per la forma dei frutti, quello specifico
allude alle foglie sottili, vagamente simili a quelle di una graminacea. Forma biologica: emicriptofita scaposa. Periodo
di fioritura: maggio-ottobre.
Lepidium sativum L. subsp. sativum
- Il lepidio ortense, o crescione inglese, è una pianta annua di probabile origine
africana (Abissinia, Egitto), coltivata nel Medioevo come insalata e oggi ancora presente come avventizia in quasi tutte
le regioni d'Italia, ma in via di rapido regresso. Nell'area metropolitana di Roma la specie, aliena casuale, è rarissima
con una unica presenza nella periferia nord del territorio. Cresce negli incolti, in campi abbandonati, lungo le strade, dal
livello del mare alla fascia montana inferiore. Il nome generico deriva dal greco 'lepidion' (piccola squama), per la
forma dei frutti, il nome specifico significa 'coltivato'. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: giugno-
luglio.
Lepidium virginicum L.
- Il lepidio della Virginia è una specie di origine nordamericana introdotta in Italia a metà del
XVII secolo come pianta officinale e ormai presente come avventizia in tutte le regioni d'Italia salvo che in Molise,
Basilicata, Calabria e Sardegna. Nell'area metropolitana di Roma la specie, aliena naturalizzata, è rarissima e
localizzata in una sola stazione al di fuori del raccordo anulare. Cresce in ambienti ruderali, bordi delle vie, lungo le
ferrovie, sui greti dei torrenti, negli incolti, nei coltivi e in luoghi calpestati, su suoli disturbati, dal livello del mare a
800 m circa. Le foglie giovani possono essere consumate sia cotte che crude. I semi maturi hanno sapore pungente e
possono essere impiegati come sostituto del pepe. Il nome generico deriva dal greco 'lepidion' (piccola squama), per la
forma dei frutti, il nome specifico si riferisce allo Stato della Virginia negli Stati Uniti, una delle aree di origine della
pianta. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: maggio-agosto.
Leucanthemum pallens (Perreym.) DC.
- La margherita pallida è una specie a distribuzione eurimediterranea
presente in Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e in tutte le regioni dell'Italia peninsulare salvo che in Umbria e in
Puglia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è rarissima e la sua presenza è limitata al centro storico della città.
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