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Malope malacoides L.
- Il malobe è una specie a distribuzione strettamente mediterranea estesa all'Asia occidentale
presente in tutte le regioni dell'Italia centrale, meridionale e insulare. Nell'area metropolitana di Roma la specie è
rarissima, con sporadiche presenze dentro e al di fuori del raccordo anulare. Cresce negli incolti, su terreni argillosi, dal
livello del mare a 600 m circa. La pianta veniva un tempo coltivata a scopo medicinale per le proprietà emollienti,
mentre oggi è a volte coltivata come pianta ornamentale. Il nome generico è quello di un tipo di malva citata da Plinio;
il nome specifico deriva dal greco 'malache' (malva) e 'eidos' (aspetto, apparenza). Forma biologica: terofita scaposa/
emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: maggio-giugno.
Malus pumila Mill.
- Il melo, originario dell'Europa e dell'Asia occidentale per ibridazione con altre specie, è un
albero deciduo coltivato in tutta Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie, aliena, è coltivata come pianta da
frutto; la sua presenza allo stato suspontaneo è molto rara e limitata al settore esterno al raccordo anulare. Appare anche
in forme inselvatichite che si avvicinano a
M. sylvestris
, da alcuni autori non considerato come specie distinta. È una
delle piante da frutto più coltivate e diffuse; la mela viene definita 'falso frutto' in quanto si sviluppa dal ricettacolo,
mentre il vero frutto sarebbe il torsolo, che si forma dall'ovario. Il nome generico è quello già utilizzato dai Romani;
quello specifico in latino significa 'piccolo', 'nano'. È noto anche come
Malus domestica
Borkh., in tal caso il nome
specifico allude alla sua coltivazione presso le case (la parola latina 'domus' significa appunto 'casa'). Forma biologica:
fanerofita scaposa. Periodo di fioritura: aprile-maggio.
Malus sylvestris (L.) Mill.
- Il melo, originario dell'Europa ed Asia occidentale per ibridazione con altre specie, è
coltivato in tutta Italia sino alla fascia montana. Appare anche in forme inselvatichite che si avvicinano alla specie
selvatica
M. sylvestris
, albero dell'Europa centro-meridionale presente in tutte le regioni d'Italia salvo forse che in Valle
d'Aosta. Nell'area metropolitana di Roma la specie è rarissima ovunque.
M. sylvestris
cresce in boschi e arbusteti, al di
sotto della fascia montana superiore e al di sopra della fascia mediterranea. Secondo alcuni autori non merita di essere
distinto dal melo coltivato, di cui rappresenta soltanto una forma inselvatichita. Il melo è una delle piante da frutto più
coltivate e diffuse; la mela viene definita 'falso frutto' in quanto si sviluppa dal ricettacolo, mentre il vero frutto sarebbe
il torsolo, che si forma dall'ovario. Il nome generico è quello già utilizzato dai Romani; quello specifico del melo
coltivato (
M. pumila
) in latino significa 'piccolo', 'nano'; '
sylvestris
'invece deriva dal latino 'sylva' (selva), e allude
all'habitat boschivo. Il melo coltivato è noto anche come
Malus domestica
Borkh., in tal caso il nome specifico allude
alla sua coltivazione presso le case (la parola latina 'domus' significa appunto 'casa'). Forma biologica: fanerofita
scaposa. Periodo di fioritura: aprile-maggio.
Malva arborea (L.) Webb & Berthel.
- Il malvone maggiore è una specie a distribuzione strettamente mediterranea
presente in Liguria, in Veneto e in tutte le regioni dell'Italia centrale, meridionale e insulare. Nell'area metropolitana di
Roma la specie è rarissima e presente esclusivamente nella fascia costiera. Cresce spontanea sulle rupi marittime, ma
viene anche coltivata come pianta ornamentale e sfugge spesso alla coltivazione presso gli abitati, nella fascia
mediterranea. Il nome generico deriva dal greco 'malàkhe' (molle, emolliente) in relazione alle proprietà emollienti dei
frutti non maturi, delle foglie e dei germogli; il nome specifico si riferisce all'aspetto imponente della pianta. Forma
biologica: emicriptofita bienne. Periodo di fioritura: aprile-settembre.
Malva cretica Cav. subsp. cretica
- Il malvone di Creta è una pianta annua a distribuzione strettamente mediterranea
presente, con due sottospecie, in tutte le regioni italiane affacciate sul Mar Tirreno, in Molise, Puglia e Basilicata.
Nell'area metropolitana di Roma la specie è rarissima e presente in una sola stazione del centro storico. Cresce negli
incolti, ai margini dei campi, in ambienti ruderali, lungo le strade, nella fascia mediterranea. Il nome generico deriva
dal greco 'malàkhe' (molle, emolliente) in relazione alle proprietà emollienti dei frutti non maturi, delle foglie e dei
germogli; il nome specifico si riferisce all'Isola di Creta, ove la specie è diffusa. Forma biologica: terofita scaposa.
Periodo di fioritura. marzo-maggio.
Malva multiflora (Cav.) Soldano, Banfi & Galasso
- Il malvone di Creta è una pianta annua a distribuzione
strettamente mediterranea presente in Liguria e in tutte le regioni dell'Italia centrale, meridionale e insulare (di dubbia
presenza in Umbria, segnalata come avventizia anche in Friuli Venezia Giulia). Nell'area metropolitana di Roma la
specie è comune in tutto il territorio, con maggiore presenza nel settore interno al raccordo anulare. Cresce in abienti
disturbati come incolti aridi, campi, ruderi, margini delle strade, dal livello del mare a 600 m circa, nella fascia
mediterranea. Il nome generico deriva dal greco 'malàkhe' (molle, emolliente) in relazione alle proprietà emollienti dei
frutti non maturi, delle foglie e dei germogli di molte specie; il nome specifico significa 'con molti fiori'. Forma
biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: marzo-maggio. Syn.:
Lavatera cretica
L.
Malva neglecta Wallr.
- La malva domestica è una pianta annua a vasta distribuzione eurasiatico-temperata presente in
tutte le regioni d'Italia salvo che in Calabria e forse in Sicilia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è rarissima e
presente solo dentro il raccordo anulare. Cresce in vegetazioni ruderali presso insediamenti rurali, lungo muri e strade,
nelle discariche, nei giardini, ai margini dei coltivi, su suoli argillosi freschi, ricchi in composti azotati, dal livello del
mare a 1800 m circa. Il nome generico deriva dal greco 'malàkhe' (molle, emolliente) in relazione alle proprietà
emollienti dei frutti non maturi, delle foglie e dei germogli; il nome specifico significa 'negletta, trascurata'. Forma
biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: maggio-agosto.
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