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nei grandi centri abitati tra le fessure dei marciapiedi, su suoli argillosi ricchi in composti azotati, dal livello del mare
alla fascia montana. Le foglie giovani sono commestibili. Il nome generico deriva da una parola greca che significa
'molle', 'spugnoso', in riferimento ai fusti deboli e cavi; il nome specifico si basa sulla radice latina 'oler' (verdura), e si
riferisce al fatto che le foglie giovani si possono mangiare in insalata. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di
fioritura: marzo-settembre.
Sonchus tenerrimus L.
- Il grespino sfrangiato è una specie a distribuzione strettamente mediterranea presente in quasi
tutte le regioni d'Italia (manca in Valle d'Aosta, Piemonte e Trentino-Alto Adige), ma più comune al centro-sud.
Nell'area metropolitana di Roma la specie è molto comune e più frequente nell'area urbana. Cresce sulle rupi e nelle
pietraie, sui muri, negli incolti, in ambienti ruderali e negli orti, lungo le vie, su suoli piuttosto ricchi in sostanze
azotate, con optimum nella fascia mediterranea. Le foglie giovani sono commestibili. Il nome generico deriva da una
parola greca che significa 'molle', 'spugnoso', in riferimento ai fusti deboli e cavi; il nome specifico significa
'tenerissimo', in riferimento alla consistenza delle foglie rispetto ad altre specie congeneri. Forma biologica: terofita
scaposa/ emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: gennaio-dicembre.
Sorbus domestica L.
- Il sorbo domestico è una specie dell'Europa meridionale presente allo stato spontaneo in tutte le
regioni d'Italia salvo che in Valle d'Aosta e Lombardia; in Italia settentrionale l'indigenato è dubbio: la pianta potrebbe
essersi inselvatichita prima della diffusione dell'impero romano, essendo coltivata anche dai Celti. Nell'area
metropolitana di Roma la specie è poco comune, con limitate stazioni periferiche urbane occidentali e altre più
frequenti nel settore suburbano. Cresce in boschi e boscaglie termofili di latifoglie decidue, a volte nelle siepi, su suoli
argillosi per lo più calcarei, ricchi in composti azotati, con optimum nella fascia submediterranea. Un tempo la
coltivazione della specie per i frutti commestibili, le sorbe, era molto diffusa; questi sono ricchi di vitamina C e
sorbitolo, un alcool utilizzato come succedaneo dello zucchero per i diabetici. Il nome generico, già in uso presso i
Romani, potrebbe derivare da due termini celtici che significano 'aspro' e 'mela'; quello specifico si riferisce all'antica
coltivazione presso le case. Forma biologica: fanerofita scaposa. Periodo di fioritura: aprile-maggio.
Sorbus torminalis (L.) Crantz
- Il sorbo baccarello, o ciavardello, è una specie dell'Europa meridionale presente in
tutte le regioni d'Italia salvo che in Valle d'Aosta. Nell'area metropolitana di Roma la specie è rara e limitata a
pochissime stazioni site al di fuori del raccordo anulare. Cresce in boschi di latifoglie decidue piuttosto maturi, su suoli
limoso-argillosi, da neutri a subacidi, umiferi, con optimum nella fascia submediterranea. I frutti, dal gusto acido
(contengono acidi organici, soprattutto acido malico) e astringenti, un tempo venivano usati per la cura delle coliche. Il
legno, di ottima qualità, è ben lavorabile e lucidabile, ricercato per la fabbricazione di strumenti musicali. Può vivere
fino a 100 anni. Il nome generico, già in uso presso i Romani, potrebbe derivare da due termini celtici che significano
'aspro' e 'mela'. I frutti sono commestibili soprattutto dopo le gelate ed erano usati già dai Romani contro i disturbi
intestinali, da cui il nome specifico (il termine 'tormina' in latino indica la colica). Forma biologica: fanerofita
cespugliosa. Periodo di fioritura: aprile-maggio.
Sorghum halepense (L.) Pers.
- Il sorgo selvatico è una specie originaria del Mediterraneo orientale, diffusa poi in
tutta l'Europa meridionale e oggi presente in tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è molto
comune in tutto il territorio. Cresce come pianta infestante soprattutto nei coltivi abbandonati di mais e frumento, ma
anche in vegetazioni ruderali, su suoli limoso-argillosi ricchi in composti azotati e in basi, alternativamente aridi e
umidi, dal livello del mare a 600 m circa. Il nome generico pare sia di derivazione indiana, da 'sorghi' il nome di una
specie simile; il nome specifico si riferisce alla città di Aleppo in Siria. Forma biologica: geofita rizomatosa. Periodo di
fioritura: luglio-ottobre.
Sparganium erectum L.
- Il coltellaccio maggiore è una specie a vasta distribuzione eurasiatico-sudeuropea presente
in tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è poco comune, con stazioni site all'interno e al di
fuori del raccordo anulare. Cresce in luoghi umidi, nei canneti ripari presso acque stagnanti eutrofiche, su suoli fangosi
ricchi in composti azotati, al di sotto della fascia montana inferiore. I rizomi e le parti basali dei fusti sono
commestibili. Il nome generico, già usato da Dioscoride per delle piante acquatiche, deriva dal greco 'sparganon'
(fascia) e si riferisce alle foglie a forma di nastro; il nome specifico fa riferimento al fusto eretto che di solito esce
dall'acqua. Forma biologica: idrofita radicante. Periodo di fioritura: giugno-agosto.
Sparganium neglectum Beeby
- Il coltellaccio negletto è una specie ad areale prevalentemente europeo, presente in
quasi tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è molto rara e limitata a pochissime stazioni
urbane e suburbane. Cresce lungo le sponde di corsi d'acqua corrente e fresca, dal livello del mare a 500 m circa. Il
nome generico, già usato da Dioscoride per delle piante acquatiche, deriva dal greco 'sparganon' (fascia) e allude alle
foglie a forma di nastro; il nome specifico si riferisce al fatto che la specie è stata spesso trascurata e confusa con specie
simili. Forma biologica: idrofita radicante. Periodo di fioritura: giugno-agosto.
Spartium junceum L.
- La ginestra odorosa è una specie a distribuzione mediterranea, spontanea in tutte le regioni
d'Italia salvo che in Valle d'Aosta ed in Trentino-Alto Adige ove è stata introdotta per scopi ornamentali e talvolta
inselvatichita; ha l'optimum nella fascia mediterranea, ma appare anche in stazioni calde della fascia submediterranea.
Nell'area metropolitana di Roma la specie è comunissima all'interno e al di fuori del raccordo anulare. Forma spesso
arbusteti monodominanti su suoli limoso-argillosi ricchi in scheletro, aridi d'estate, da subacidi a neutri, al di sotto della
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