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come il fico, tutte contengono un latice bianco; il nome specifico in latino significa 'inclinata', alludendo alle estremità
spesso ripiegate dei fusti. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: luglio-ottobre.
Chamaesyce peplis (L.) Prokh.
- L'euforbia delle spiagge è una pianta annua a distribuzione eurimediterranea presente
lungo tutti i litorali italiani (ma da lungo tempo non più osservata in Liguria). Nell'area metropolitana di Roma la specie
è rara, sulle dune embrionali. Cresce come pianta pioniera sulle spiagge e sulle dune sabbiose in formazione, lungo i
litorali. La pianta è fortemente tossica, il latice è irritante e può scatenare reazioni fotoallergiche. Il nome generico
deriva dal greco 'khamái' (a terra, basso) e 'syce' (fico), alludendo al portamento prostrato della maggior parte delle
specie e al fatto che, come il fico, tutte contengono un latice bianco; il nome specifico è quello greco della
Portulaca
, in
riferimento alla vaga somiglianza tra le due specie. Forma biologica: terofita reptante. Periodo di fioritura: maggio-
ottobre.
Chamaesyce prostrata (Aiton) Small
- L'euforbia prostrata è una pianta annua introdotta dall'America tropicale, oggi
diffusa in tutta l'Europa meridionale e presente come avventizia in tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di
Roma la specie è piuttosto comune, soprattutto nei lastricati. Colonizza stazioni calde disturbate e sottoposte a
calpestio, su suoli molto primitivi, come nelle fessure di pavimentazioni stradali, lastricati e marciapiedi. La pianta è
fortemente tossica, il latice è irritante e può scatenare reazioni fotoallergiche Il nome generico deriva dal greco 'khamái'
(a terra, basso) e 'syce' (fico), alludendo al portamento prostrato della maggior parte delle specie e al fatto che, come il
fico, tutte contengono un latice bianco; il nome specifico si riferisce ai fusti prostrati. Forma biologica: terofita reptante.
Periodo di fioritura: giugno-novembre.
Chelidonium majus L.
- La celidonia, o erba da porri, è una specie a vasta distribuzione eurasiatica presente in tutte le
regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è molto comune. Cresce in stazioni spesso ombreggiate, su
vecchi muri e macerie, ai margini di strade e nelle discariche, su suoli umiferi, freschi e un po' eutrofizzati, dal livello
del mare alla fascia montana inferiore. Tutte le parti della pianta, specialmente le radici, sono tossiche per la presenza
degli alcaloidi chelidonina e cheleritrina; quest'ultima fa starnutire e provoca sensazione di soffocamento; i principi
attivi sono affini a quelli dell'oppio. Il caratteristico latice arancione, se ingerito, causa bruciori alla bocca e alla faringe,
vomito, paralisi e anche coma, ma sembra efficace nel trattamento delle verruche, dei calli e dei porri, da cui il nome
italiano. Il colore dorato del latice fece sì che la pianta divenisse un ingrediente fondamentale nella preparazione della
pietra filosofale da parte degli antichi alchimisti. Il nome generico deriva dal greco 'chelidon' (rondine), forse per la
germinazione primaverile e l'appassimento autunnale. Forma biologica: emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura:
aprile-ottobre.
Chenopodium album L. subsp. album
- La farinella comune è una pianta annua a distribuzione originariamente
eurasiatica, ma oggi divenuta cosmopolita nelle zone temperate di tutto il mondo, presente in tutte le regioni d'Italia.
Nell'area metropolitana di Roma la specie è comunissima, soprattutto su terra di riporto e ai bordi delle strade. Cresce
in vegetazioni ruderali lungo le strade, nei campi abbandonati, nelle discariche, nei giardini, lungo i fossi, presso le case
e le malghe, su suoli da aridi a freschi, solitamente eutrofizzati ma anche molto poveri in composti azotati (calcinacci),
dal livello del mare alla fascia subalpina. Le foglie giovani sono commestibili da cotte. Il nome generico deriva dal
greco 'chen' (oca), e 'poús' (piede) e significa 'piede d'oca', per la forma delle foglie di alcune specie; il nome specifico
si riferisce alle minutissime scaglie bianche che ricoprono foglie e fusti. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di
fioritura: giugno-settembre.
Chenopodium hybridum L.
- Il farinello ibrido è una pianta annua a vasta distribuzione circumboreale, presente in
tutte le regioni d'Italia salvo che in Umbria e in Sardegna. Nell'area metropolitana di Roma la specie è rara, su terra di
riporto. Cresce in ambienti ruderali, nelle discariche, lungo le vie, spesso anche nelle colture, dal livello del mare alla
fascia montana inferiore. Sembra che la pianta, il cui odore ricorda quello dello stramonio, sia velenosa per i maiali. Il
nome generico deriva dal greco 'chen' (oca), e 'poús' (piede) e significa 'piede d'oca', per la forma delle foglie di alcune
specie. Forma biologica: terofita scaposa. Priodo di fioritura: agosto-ottobre.
Chenopodium murale L.
- Il farinello dei muri è una pianta annua di origine mediterranea oggi divenuta
subcosmopolita nelle zone temperato-calde, presente in tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la
specie è piuttosto comune, soprattutto nei settori centrali, specialmente alla base dei muri. Cresce in insediamenti rurali
presso i pollai, lungo le strade, alla base di muri, su suoli ricchi in composti azotati, al di sotto della fascia montana
inferiore, con ecologia simile a quella di
Ch. album
, salvo una maggiore termofilia che forse ne frena la diffusione. Le
foglie giovani sono commestibili da cotte. Il nome generico deriva dal greco 'chen' (oca), e 'poús' (piede) e significa
'piede d'oca', per la forma delle foglie di alcune specie; il nome specifico in latino significa 'dei muri'. Forma biologica:
terofita scaposa. Periodo di fioritura: giugno-settembre.
Chenopodium opulifolium Schrad. ex W.D.J. Koch & Ziz
- Il farinello con foglie di viburno è una pianta annua di
origine mediterranea oggi diffusa anche nelle parti più calde dell'Europa centrale, presente in tutte le regioni d'Italia
salvo che in Valle d'Aosta. INell'area metropolitana di Roma la specie è comune su terra di riporto. Ha ecologia simile
a quella di
Ch. album
e cresce lungo margini stradali, nelle discariche, in giardini abbandonati, su suoli ricchi in
composti azotati, dal livello del mare a 800 m circa. Le foglie giovani sono commestibili. Il nome generico deriva dal
greco 'chen' (oca), e 'poús' (piede) e significa 'piede d'oca', per la forma delle foglie di alcune specie; il nome specifico
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