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Rapistrum rugosum (L.) All.
- Il miagro peloso è una pianta annua a distribuzione prevalentemente mediterranea, di
antica introduzione ai margini dell'areale (archeofita), oggi divenuta subcosmopolita nelle zone temperato-calde del
mondo, presente in tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è molto frequente in tutto il
territorio. Cresce in vegetazioni pioniere ruderali, nelle discariche, ai margini di strade, nei coltivi, su suoli limoso-
argillosi subaridi, ricchi in composti azotati, neutro-basici, al di sotto della fascia montana inferiore. Le foglie giovani
sono commestibili da cotte. Il nome generico si riferisce alla somiglianza con la rapa, quello specifico alla rugosità del
frutto. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: maggio-luglio.
Reichardia picroides (L.) Roth
- La grattalingua comune è una specie a distribuzione strettamente mediterranea
presente in tutte le regioni d'Italia salvo che in Valle d'Aosta, Lombardia e Trentino-Alto Adige, ma più comune al
centro-sud. Nell'area metropolitana di Roma la specie è comunissima ovunque. Cresce su rupi presso il mare, negli
incolti aridi, sui muri, in ambienti ruderali, lungo le strade, su suoli ricchi in scheletro e aridi d'estate, dal livello del
mare alla fascia montana inferiore. Le giovani foglie delle rosette basali sono commestibili sia crude sia cotte. Il genere
è dedicato al botanico e medico di Francoforte Johann Jacob Reichard (1743-1782); il nome specifico si riferisce alla
vaga somiglianza con piante del genere
Picris
. Forma biologica: emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: gennaio-
dicembre.
Reseda alba L. subsp. alba
- La reseda bianca, o reseda ruchetta, è una specie a distribuzione strettamente
mediterranea presente, con due sottospecie, in tutte le regioni d'Italia salvo che in Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia e
Trentino-Alto Adige, ma più comune nelle regioni centro-meridionali. Nell'area metropolitana di Roma la specie è poco
comune, ma frequente sui muri dei siti archeologici urbani e suburbani. Cresce sui muri, su suoli ghiaiosi, in incolti
aridi e sabbiosi, dal livello del mare a 1000 m circa (al Nord solo nelle aree di pianura e collina). Il nome generico, che
risale a Plinio, è l'imperativo del latino 'resedare' (guarire), quello specifico si riferisce al colore bianco dei fiori. Forma
biologica: emicriptofita scaposa (terofita scaposa). Periodo di fioritura: maggio-settembre.
Reseda lutea L. subsp. lutea
- La reseda comune è una specie a distribuzione originariamente mediterranea oggi
divenuta subcosmopolita, presente in tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è poco comune
in tutto il territorio. Cresce in vegetazioni ruderali pioniere e lacunose, ai margini delle strade, nei coltivi abbandonati,
nelle aiuole, nelle discariche, lungo le massicciate ferroviarie, su suoli subaridi, da sabbiosi ad argillosi, ricchi in
scheletro, basi e composti azotati, dal livello del mare alla fascia montana inferiore. Un tempo veniva usata nella
medicina popolare come pianta vulneraria e diuretica; dalle foglie si ricavava un colorante giallo. Il nome generico, che
risale a Plinio, è l'imperativo del latino 'resedare' (guarire), quello specifico si riferisce al colore giallastro dei fiori.
Forma biologica: emicriptofita scaposa (terofita scaposa). Periodo di fioritura: maggio-settembre.
Reseda luteola L.
- La reseda biondella è una specie a distribuzione originariamente mediterranea, altrove di antica
introduzione (acheofita), presente in tutte le regioni d'Italia, ma più frequente al centro-sud. Nell'area metropolitana di
Roma la specie è molto rara nel settore urbano e poco comune fuori del raccordo anulare. Cresce in vegetazioni ruderali
pioniere e lacunose, ai margini delle strade, nei coltivi abbandonati, nelle aiuole e nelle discariche, lungo le massicciate
ferroviarie, su suoli subaridi, da sabbiosi ad argillosi, ricchi in scheletro, basi e composti azotati, su substrati calcarei,
dal livello del mare alla fascia montana inferiore. La pianta è nota fin dai tempi antichi per le proprietà tintorie, ma
suscitò il maggiore interesse nel XIII secolo: da essa si ricavava un colore giallo brillante, ma a seconda dei mordenti si
ottenevano anche diverse tonalità di verde. Il principio attivo è la luteolina, un flavonoide presente in tutta la pianta,
dalla fioritura alla maturazione dei frutti; la lavorazione avveniva su pianta sia fresca sia essiccata, e il pigmento era
ritenuto tra i più solidi e brillanti. Nel Medioevo la richiesta fu tanto elevata da parte delle industrie tessili e dei lanifici
di Francia, Inghilterra e Germania, da sviluppare un fiorente commercio e una coltivazione intensiva, che è durata sino
a tempi abbastanza recenti. Il nome generico è l'imperativo del latino 'resedare' (calmare, guarire) e risale a Plinio in
riferimento a presunte proprietà calmanti; il nome specifico, dal latino 'luteus' (giallo) si riferisce alle ben note proprietà
tintorie. Forma biologica: emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: maggio-settembre.
Reseda phyteuma L. subsp. phyteuma
- La reseda selvatica è una specie a distribuzione eurimediterranea presente in
tutte le regioni dell'Italia continentale. Nell'area metropolitana di Roma la specie è molto comune sia all'interno sia al di
fuori del raccordo anulare. Cresce in ambienti disturbati, negli incolti, sui muri, nelle vigne, spesso presso agli abitati, al
di sotto della fascia montana. Il nome generico, che risale a Plinio, è l'imperativo del latino 'resedare' (guarire); il nome
specifico deriva da un termine greco che significa 'ciò che va piantato'. Forma biologica: terofita scaposa/ emicriptofita
scaposa. Periodo di fioritura: aprile-settembre.
Rhagadiolus stellatus (L.) Gaertn.
- Il radicchio stellato, o erba cornetta, è una pianta annua a distribuzione
eurimediterranea presente in tutte le regioni d'Italia salvo che nelle regioni settentrionali dal Piemonte al Trentino-Alto
Adige. Nell'area metropolitana di Roma la specie è poco comune e limitata a pochissime stazioni del centro urbano; è
più frequente nel settore suburbano. Cresce negli incolti, nei campi a riposo, in prati aridi, lungo sentieri erbosi e presso
le siepi, a volte anche in ambienti ruderali, dal livello del mare a 1000 m circa. Le foglie giovani sono commestibili in
insalata. Il nome generico deriva dal greco 'rhagas' (fessura) e allude al divaricarsi delle squame dell'involucro a
maturità, per assumere con gli acheni un aspetto di stella, da cui il nome specifico. Forma biologica: terofita scaposa.
Periodo di fioritura: marzo-giugno. Syn.:
Rhagadiolus edulis
Gaertn.
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