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Cucurbita maxima Duchesne
- La zucca è una pianta annua di origine sudamericana, selezionata da forme selvatiche
più di 40000 anni fa e introdotta in Europa dopo la scoperta dell'America. Oggi è coltivata in tutte le regioni d'Italia,
con numerosissime cultivar; sia pur raramente appare anche allo stato subspontaneo presso gli abitati. Nell'area
metropolitana di Roma la specie è coltivata, raramente presente allo stato subspontaneo. I frutti sono commestibili
previa cottura e quelli di alcune cultivar vengono anche usati a scopo ornamentale. Il nome generico, che deriva dal
sanscrito 'c'arbata' (curvata, rotonda) era già in uso presso i Romani per una specie simile, probabilmente
Lagenaria
siceraria
; il nome specifico allude alle notevoli dimensioni dei frutti. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di
fioritura: luglio-agosto.
Cucurbita pepo L.
- La zucchina è una pianta annuale originaria dall'America meridionale e oggi coltivata in tutto il
mondo in diverse cultivar. A volte appare anche allo stato subspontaneo in siti disturbati presso gli abitati. Nell'area
metropolitana di Roma la la specie è rarissima. Le cultivar comunemente denominate 'zucchini' furono selezionate in
Italia molto dopo l'introduzione della specie originaria dall'America, forse nell'800 in Lombardia e furono introdotte in
America da emigranti italiani agli inizi del '900. A scopo alimentare vengono utilizzati sia i frutti che i fiori, i primi
cotti e i secondi fritti. Il nome generico, che deriva dal sanscrito 'c'arbata' (curvata, rotonda) era già in uso presso i
Romani per una specie simile, probabilmente
Lagenaria siceraria
; il nome specifico deriva dal greco 'pépon' (cotto dal
sole). Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: giugno-luglio.
Cupressus arizonica Greene
- Il cipresso dell'Arizona è un albero originario delle montagne dell'Arizona e del
Messico; la presenza in Italia è documentata a partire dal 1892, ed è oggi presente come specie avventizia in Umbria,
Marche e Calabria. Nell'area metropolitana di Roma la specie è ampiamente coltivata come pianta ornamentale, molto
raramente subspontanea. In passato è stato spesso impiegato a scopo ornamentale per la formazione di alte siepi
protettive, oggi si usa di meno a questo scopo, anche perché dopo alcuni anni di potatura dà segni di seccume e
sofferenza; è ancora molto frequente in parchi e giardini nella forma arborescente. Nelle zone di origine le pigne
(galbuli) rimangono chiuse per molti anni e si aprono liberando i semi soltanto quando la pianta madre è stata colpita da
shock termico causato da un incendio, il che favorisce la disseminazione in ambienti liberi dalla concorrenza di altre
specie. Il genere è il nome comune latino del cipresso, derivato dal greco 'kypárissos', che origina da 'kuo' (io genero,
produco germogli) e 'párisos' (simile, uguale), in riferimento all'accrescimento simmetrico della pianta, oppure si
riferisce a Kypros (Cipro), isola nella quale il cipresso comune vive spontaneo; il nome specifico si riferisce a una delle
aree di origine, l'Arizona. Forma biologica: fanerofita scaposa.
Cupressus sempervirens L.
- Il cipresso comune è un albero originario dell'Asia Minore e del Mediterraneo orientale,
da tempi antichissimi molto utilizzato in Italia sia a scopo ornamentale sia negli impianti di rimboschimento, ma senza
alcuna tendenza a spontaneizzarsi. Fu introdotto in Italia in tempi antichissimi, forse dai Greci, e poi diffuso dagli
Etruschi soprattutto in Umbria e in Toscana, dove ormai è divenuto una parte importante ed essenziale del paesaggio
colturale. Nell'area metropolitana di Roma la specie è ampiamente coltivata come pianta ornamentale, molto raramente
subspontanea. In alcune isole dell'Egeo è possibile osservare questi alberi crescere sulle coste rocciose a pochi metri dal
mare (Isola di Scorpios). Pianta poco esigente dal punto di vista della cura, può raggiungere una considerevole età.
Tollera la siccità e si adatta a qualsiasi terreno, ma è soggetto a malattie crittogamiche e a parassiti animali: il fungo
Coryneum cardinale
Wag. ha minacciato l'esistenza dei cipressi italiani. Il cipresso è ampiamente coltivato per il suo
portamento, che lo rende adatto alla realizzazione di giardini all'italiana e alberature stradali, siepi frangivento e
rimboschimenti. Le foglie, i rami e le pigne hanno impiego officinale, dalla corteccia si ricava per distillazione un olio
essenziale usato in profumeria. Il legno, particolarmente resistente, era utilizzato sin da tempi antichi per le costruzioni
navali, la costruzione di casse e cornici nonché di porte e portoni come le prime porte della basilica di San Pietro. Il
nome del genere è quello comune presso i Romani, derivato dal greco 'kypárissos', che origina da 'kuo' (io genero,
produco germogli) e 'párisos' (simile, uguale), in riferimento all'accrescimento simmetrico della pianta. Il nome
specifico in latino significa 'sempreverde'. Forma biologica: fanerofita scaposa. Periodo di fioritura: febbraio-maggio.
Cuscuta campestris Yunck.
- La cuscuta campestre è una specie di origine nordamericana, presente come avventizia
in quasi tutte le regioni d'Italia (non ancora segnalata per Trentino-Alto Adige, Molise, Basilicata e Calabria). Nell'area
metropolitana di Roma la specie è molto comune negli incolti. Vive come parassita di altre piante ed è priva di
clorofilla, attaccando diverse specie, soprattutto Fabacee coltivate, nella fascia submediterranea. Le specie di questo
genere hanno foglie ridotte a squame e sono prive di clorofilla; i sottili fusti filiformi si attorcigliano attorno alle piante
ospiti perdendo il contatto con il terreno per nutrirsi esclusivamente della linfa dell'ospite tramite austori che penetrano
nei fusti. Le cuscute possono anche divenire vettore di fitoplasmi verso la pianta ospite. Sembra che almeno alcune
specie siano in grado di riconoscere le piante ospiti tramite sostanze volatili da esse rilasciate. Molti paesi hanno leggi
che vietano l'importazione di semi di cuscuta assieme a quelli delle piante coltivate. Il nome generico deriva dal nome
arabo della pianta: 'kúshuth'; il nome volgare, 'pittimo' designa una donna particolarmente asfissiante ('pittima'). Forma
biologica: terofita parassita. Periodo di fioritura: maggio-settembre.
Cuscuta epithymum (L.) L. subsp. epithymum
- La cuscuta del timo è una pianta annua a distribuzione eurasiatico-
sudeuropea presente in tutte le regioni d'Italia. Nell'area metropolitana di Roma la specie non è comune, negli incolti.
Vive come parassita di altre piante ed è priva di clorofilla, attaccando diverse specie, soprattutto Lamiacee, dal livello
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