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concimati, nei parchi, a volte lungo le strade, su suoli limoso-argillosi piuttosto freschi e ricchi in composti azotati, dal
livello del mare alla fascia montana superiore (a volte anche più in alto). La pianta è un'ottima foraggera. Il nome
generico è la trascrizione latina del greco 'fleòn' (pianta simile a un giunco), quello specifico si riferisce all'habitat.
Forma biologica: emicriptofita cespitosa. Periodo di fioritura: aprile-settembre.
Phleum subulatum (Savi) Asch. & Graebn. subsp. subulatum
- La codolina subulata è una pianta annua a
distribuzione prevalentemente mediterranea, presente in quasi tutte le regioni d'Italia (manca in Valle d'Aosta, Trentino-
Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna e Sardegna). Nell'area metropolitana di Roma la specie è rara, con pochissime
stazioni nell'area urbana e un po' più diffusa in quella suburbana. Cresce nei prati aridi, dalla fascia planiziale alla fascia
montana inferiore. Il nome generico è la trascrizione latina del greco 'fleòn' (pianta simile a un giunco), il nome
specifico si riferisce alle spighe assottigliate in alto. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: luglio-
agosto.
Phoenix canariensis Chabaud
- La palma da dattero delle Canarie è una palma di taglia grande, nativa ed endemica
delle Isole Canarie. L'aspetto è simile a quello della vera palma da dattero (
Phoenix dactylifera
), rispetto alla quale è
considerata più adatta a scopo ornamentale. Nelle Isole Canarie vive principalmente ad altitudini comprese fra 200 e
500 m ed è presente su tutte le isole, ma forma i più grandi palmeti a La Gomera, Tenerife, e Gran Canaria, dove viene
impiegata per produrre il miele di palma. È molto popolare anche come pianta ornamentale nella gran parte delle
regioni mediterranee e subtropicali del mondo, dove le temperature non scendano al di sotto dei -10/-12 C. In Europa è
coltivata su tutte le coste del Mar Mediterraneo, ma anche su quelle atlantiche di Spagna, Portogallo, Francia e
Inghilterra sudoccidentale. Può sopravvivere anche in qualche zona dell'Europa centrale, in posizioni molto riparate. In
Italia la palma delle Canarie è utilizzata per alberature stradali, nei parchi e nei giardini domestici di dimensioni
adeguate. Nell'area metropolitana di Roma la specie, aliena casuale, è rarissima in tutto il territorio. Uno dei più
temibili parassiti di questa pianta è il coleottero curculionide
Rhynchophorus ferrugineus
, noto come punteruolo rosso
delle palme, originario dell'Asia e propagatosi in Medio Oriente negli anni '80 e successivamente a tutto il bacino
Mediterraneo, rivelatosi resistente a tutti i mezzi di controllo convenzionali. Il nome generico, gia citato da Teofrasto,
significa 'fenicio' perché sarebbero stati proprio i Fenici a far conoscere la palma da dattero ai Greci, il nome specifico
si riferisce all'area di origine, le Isole Canarie. Forma biologica: fanerofita scaposa.
Phragmites australis (Cav.) Trin. ex Steud. subsp. australis
- La cannuccia di palude è una specie a vasta
distribuzione eurasiatica oggi divenuta subcosmopolita, diffusa, con due sottospecie, in tutte le regioni d'Italia. Nell'area
metropolitana di Roma la specie è frequente negli ambiti periferici urbani e suburbani. È dominante in vegetazioni
spesso sommerse ai margini di stagni, laghetti e corsi d'acqua a flusso lento, resistendo però a lunghi periodi di
emersione e a un moderato disturbo, su suoli fangosi a volte anche subsalsi, dal livello del mare alla fascia montana
inferiore (raramente anche più in alto). I giovani germogli sono commestibili; i fusti e le foglie servono ancor oggi per
fare tetti di paglia, stuoie, graticci e cesti. Il nome generico, già usato da Plinio, deriva dal greco 'phragma' (muro,
steccato, recinto) per il fatto che la pianta forma spesso popolamenti impenetrabili o più probabilmente perché era ed è
usata per fabbricare recinti e steccati; il nome specifico in latino significa 'meridionale'. Forma biologica: elofita.
Periodo di fioritura: giugno-ottobre.
Phyla canescens (Kunth) Greene
- La lippia americana è una specie originaria dell'America Meridionale, introdotta in
Europa come pianta ornamentale, e a volte presente anche allo stato suspontaneo, segnalata come avventizia in
Romagna, in quasi tutte le regioni dell'Italia centrale, in Puglia e in Sardegna. Nell'area metropolitana di Roma la
specie, aliena naturalizzata, è molto rara, con due sole stazioni, una urbana e una suburbana. Cresce in ambienti
piuttosto disturbati, negli incolti e lungo le strade, di solito presso gli abitati, con optimum nella fascia mediterranea e
presso le coste. Il nome generico deriva dal greco 'phylon' (tribù), per i fiori addensati all'apice dei fusti; il nome
specifico si riferisce alla pelosità biancastra della pianta. Forma biologica: camefita suffruticosa. Periodo di fioritura:
giugno-agosto. Syn.:
Lippia canescens
Kunth
Phyllostachys bambusoides Siebold & Zucc.
- La maggior parte delle specie di bambù sono originarie dell'Asia e
dell'America, ove crescono ad altitudini variabili, dal livello del mare sino a 3000 m sull'Himalaya; alcune specie sono
spontanee in Africa (in particolare nell'Africa sub-sahariana e in Madagascar) e in Oceania, mentre non esistono bambù
spontanei in Europa. A scopo ornamentale sono state introdotte in Italia numerose specie, oggi suddivise in diversi
generi dall' intricata tassonomia come
Arundinaria
,
Bambusa
e
Phyllostachys
, alcune delle quali si sono ben adattate al
nostro clima. Molti bambù sono popolari come piante da giardino, ma necessitano di cure per contenere il loro
comportamento invasivo: si propagano principalmente attraverso le radici e/o rizomi, i quali possono lanciare nuovi
culmi che spuntano in superficie e che invadono spesso superfici assai vaste. Le diverse specie hanno numerosissimi usi
nei paesi d'origine, a anche da noi i bambù vengono spesso utilizzati per la costruzione di staccionate o canne da pesca.
Phyllostachys bambusoides
è una specie di origine cinese; persiste a lungo dopo l'abbandono dei parchi e dei giardini in
cui è stata piantata attraverso una moltiplicazione vegetativa molto vigorosa che sopprime altre specie concorrenti.
Nell'area metropolitana di Roma la specie, aliena casuale, è presente in poche stazioni urbane. Il nome generico deriva
dal greco dal greco 'phýllon' (foglia) e stachys' (spiga) e significa quindi 'con foglie disposte in spiga'; il nome specifico
significa 'simile a
Bambusa
. Forma biologica: nanofanerofita.
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