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Phytolacca americana L.
- La fitolacca americana è una specie neofita invasiva originaria del Nord America, coltivata
nell'Europa meridionale come pianta da giardino e oggi largamente naturalizzata e infestante in tutte le regioni d'Italia.
Nell'area metropolitana di Roma la specie, aliena invasiva, è diffusa in tutto il territorio. Cresce su terreni incolti, nei
campi, nei giardini, ai margini delle strade, lungo le rive dei corsi d'acqua, sulle massicciate ferroviarie e in altri
ambienti ruderali, su suoli freschi e ricchi di humus, al di sotto della fascia montana inferiore. La pianta contiene
antinfiammatori, proteine antivirali e sostanze che influenzano la divisione cellulare; il succo dei frutti era impiegato
come colorante per il vino e dall'industria dolciaria, uso oggi sconsigliato perché, come il resto della pianta, ha
proprietà purgative. Alcuni componenti tossici possono facilmente attraversare la barriera cutanea provocando dermatiti
da contatto in soggetti sensibili. Il nome generico deriva dal greco 'phytón' (pianta) e dall'indi 'lakh' (un colorante
estratto da un insetto), in riferimento alla tinta violacea del succo delle bacche. Forma biologica: geofita rizomatosa.
Periodo di fioritura: luglio-ottobre.
Picris hieracioides L. subsp. hieracioides
- L'aspraggine comune è una specie a vasta distribuzione eurosiberiana
presente, con cinque sottospecie, in tutte le regioni d'Italia; la sottospecie nominale sembra mancare solo in Sardegna,
Veneto, Molise e Puglia. Nell'area metropolitana di Roma questa sottospecie è molto comune in tutto il territorio.
Cresce in vegetazioni ruderali lacunose, ai margini delle strade, su macerie, lungo i marciapiedi, alla base dei muri, su
suoli poco profondi e ricchi in scheletro, neutro-basici, aridi d'estate, dal livello del mare alla fascia subalpina. Il nome
generico, dal greco 'pikros' (amaro) si riferisce al sapore molto amaro della pianta, che un tempo veniva consumata da
cotta; il nome specifico fa riferimento alla somiglianza con alcune specie del genere
Hieracium
. Forma biologica:
emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: giugno-ottobre.
Picris hieracioides L. subsp. spinulosa (Bertol. ex Guss.) Arcang.
- L'aspraggine spinulosa è un'entità a distribuzione
mediterraneo-sudest-europea presente in molte regioni d'Italia, con ampie lacune. Nell'area metropolitana di Roma
questa sottospecie è poco comune in tutto il territorio. Cresce in vegetazioni ruderali lacunose, ai margini di strade, su
macerie, marciapiedi, basi di muri, lungo le vie, su suoli poco profondi e ricchi in scheletro, neutro-basici, aridi d'estate,
al di sotto della facia montana superiore. Il nome generico, dal greco 'pikros' (amaro) allude al sapore molto amaro della
pianta, che un tempo veniva consumata da cotta; il nome specifico allude alla somiglianza con alcune specie del genere
Hieracium
. Forma biologica: emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: giugno-ottobre.
Pilosella piloselloides (Vill.) Soják
- Lo sparviere fiorentino è una specie europea a gravitazione orientale presente in
tutte le regioni d'Italia salvo forse che in Sicilia. Nell'area metropolitana di Roma la specie è molto rara, con poche
stazioni periferiche urbane a ovest e poche altre poste in prossimità del litorale. Cresce in luoghi soleggiati, nei depositi
alluvionali ciottolosi dei fiumi, in praterie aride seminaturali e nelle loro transizioni con i margini boschivi, a volte
anche in vitigni e coltivi abbandonati e su scarpate esposte a ruscellamento, su suoli da aridi a periodicamente inondati,
scarsamente umiferi, dal livello del mare alla fascia subalpina. La pianta sembra avere proprietà diuretiche. Il nome del
genere, recentemente segregato da
Hieracium
, si riferisce ai lunghi peli presenti sulle foglie di alcune specie; il nome
Hieracium
deriva invece dal greco 'ierax' (sparviere), in riferimento a una pianta di cui gli antichi credevano si
cibassero gli sparvieri per rafforzare la vista ( da qui il nome italiano adottato da Pignatti nella Flora d'Italia); il nome
specifico significa 'simile a
Hieracium pilosella'
, il vecchio nome di
Pilosella officinarum
.. Forma biologica:
emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: maggio-agosto. Syn.:
Hieracium piloselloides
Vill.
Pimpinella peregrina L.
- Il tragoselino calcatrippa è una pianta bienne a distribuzione mediterranea presente in
Liguria, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e in tutte le regioni dell'Italia centrale, meridionale e insulare,
ma più frequente nell'Italia mediterranea. Nell'area metropolitana di Roma la specie è poco comune in tutto il territorio.
Cresce negli incolti erbosi e nelle siepi, al di sotto della fascia montana inferiore, con optimum nella fascia
mediterranea. L'etimologia del nome generico è incerta: potrebbe derivare da una corruzione del latino 'bipennula'
(bipennata) per le foglioline accoppiate sulla rachide fogliare; va comunque notato che il nome comune 'pimpinella' in
Italia veniva applicato non a questa specie ma a
Poterium sanguisorba
, anch'essa con foglie imparipennate; il nome
specifico, che significa 'pellegrina' si riferisce forse al comportamento incostante della specie. Forma biologica.
emicriptofita bienne. Periodo di fioritura: maggio-luglio.
Pinus halepensis Mill. subsp. halepensis
- Il pino d'Aleppo è un albero di origine mediterraneo-orientale, oggi
ampiamente coltivato per rimboschimento in tutta l'area mediterranea, presente in quasi tutta Italia (avventizio in
Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia), salvo che in Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia e Veneto, dal livello del
mare agli 800 m circa. Nell'area metropolitana di Roma la specie, introdotta o naturalizzata, è molto rara, con una sola
stazione periferica urbana, ma relativamente più frequente in poche stazioni del litorale. La specie è stata diffusa con la
coltivazione in tutta la regione mediterranea, compresa la nostra penisola, dove forse era spontanea, avendola raggiunta
dalla Penisola Balcanica, che in epoche geologiche passate era unita al promontorio del Gargano. II legname,
particolarmente resistente e durevole, veniva utilizzato sia per le costruzioni di navi in epoca romana, come quelle
famose fatte costruire da Caligola e ritrovate nel lago di Nemi, che per pali da miniera e per palafitte. Il nome generico
è quello usato dai Romani per indicare il pino mediterraneo, e deriva dal latino 'pix, picis' (pece, resina, essudato della
pianta), da 'pic' (pungere) o 'pi' (stillare), oppure dal celtico 'pen' (testa) per la forma della chioma degli alberi; il nome
specifico si riferisce alla città d'Aleppo in Siria. Forma biologica: fanerofita scaposa. Periodo di fioritura: marzo-maggio.
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